Vorrei capire meglio se sono io che agevolo questa cosa, o semplicemente mi capita così..la gente mi racconta la sua vita. Mi capita da sempre, ma ultimamente di più.
Sarà che in questo momento di abbrutimento totale, parlare con le persone mi sembra sia più utile che mai.
Siamo soli, io magari proprio no, ma tanti altri si. Mi piace dare retta alle vecchiette al mercato, scambiare 2 parole con qualche mamma di cui incrocio lo sguardo disperato di chi sa perfettamente che anche oggi non riuscirà a ri-mettere lo smalto o a leggere in santa pace quel libro.
Mi piace parlare con la cassiera anche solo per quei pochi minuti del conto e sentirmi dire dalla tipa del negozio bio che la scorsa notte mi ha sognata, oppure con la mamma di un alunno che ha bisogno di sfogarsi.
La ragazza della tintoria la sentivo in difficoltà e una parolina oggi e una domani, scopro che è veramente in difficoltà. Adesso mi aiuta per qualche ora in casa e ha smesso di stirare quintali di camicie.
Anche se ho da fare e vado di corsa, non riesco a liquidare chi sento che ha bisogno di dire qualcosa.
E questo non voglio dire che sia un mio pregio. Anzi, farei meglio a staccarmi diplomaticamente il più delle volte.
Mammapaguro dice che solo a me capitano le persone che devono raccontare la loro vita in mezzo a una strada, al bar o al super.
Adesso per esempio c'è un tipo proprietario del bar dove prendo il caffè, che per una parola generica detta da me su i figli, (alle 7.00 di una mattina piovosa di settembre), ha deciso di raccontarmi la sua vita a puntate nel tempo dello scontrino e del caffè. A Roma un tipo come lui si definisce "un pezzo de pane", uno che si è fatto in 1000 per la famiglia e i figli. Un tenerone grande , grosso e pelato, che ha bisogno di parlare dei suoi amati figli. Figli in grande difficoltà di vita. Oggi mi ha detto: " non vorrei che non ti fermassi più perchè quì ce sto io che te rompo co' stè storie.."
E la stessa cosa è successa con una mamma che lavora in un altro bar. Lei adesso per me prepara un marocchino da sogno, solo per le chiacchere scambiate sempre su i figli e la vita.
Sto troppo nei bar dite? in realtà ci passo spesso , ma sempre di corsa per un caffè. Solo che anche nella corsa si può scambiare qualche chiacchera in modalità : fiducia reciproca.
Ecco, forse è questo che riesco a trasmettere ed empaticamente poi ricevo. Fiducia.
Quello che sempre più ci manca.
Comunque sarò selettiva eh! però tutto questo gran parlare, trasmettere e ricevere mi riesce quasi ovunque. Meno che in questo condominio assurdo dove vivo e agli sportelli dei ticket.
Qui l'effetto empatico/affettivo/omunicativo è totalemente anullato.
Nel condomio sospetto per l'effetto mix dei piloni della corrente+cemento armato. Agli sportelli dei ticket perchè proprio non lo so. Suggerimenti?
martedì 8 ottobre 2013
lunedì 30 settembre 2013
Riflessioni pesantiiiiiiiiiiii...........
Vivere con un uomo che spesso , consapevolmente o meno, è avvolto dentro un suo bozzolo fatto di lavoro, fisica e montagna, non è sempre semplice. Non che siano assenti sentimenti, ma pensieri dedicati e soprattuto possibilitá di audizioni completamente ascoltate, a volte mancano. In realtá nemmeno c'è un motivo a questo post, non c'è un episodio particolare. C'è una mia riflessione dopo l'ennesima volta che avrei voluto dire tutto, in ordine, senza eccessiva enfasi. Ma non ci riesco. Non ci sono mai riuscita. Quando sono agitata i pensieri si affollano al collo di bottiglia della mente ed escono parole disordinate come una fila alla posta senza numeretti. Ecco, forse in prossimità della mia bocca servirebbe un eliminacode. Se poi il tuo interlocutore è uno che ti richiama in continuazione ad esporre le tue motivazioni con razionalità e senza link dispersivi, è finita. Io in bilico sull'onda della concitazione, cerco di acchiappare parole che invece tendono a spiccare il volo verso le più alte vette del disordine emotivo, lui cerca di ricostruire un pensiero lineare e costruttivo con le parti del mio e alla fine litighiamo. In modalitá casa popolare delle peggio borgate. Alla fine che resta? Quasi sempre io che mi faccio domande sul perchè sto così impicciata. Che poi lo saprei pure. So di sicuro che i genitori quando crescono i figli, insegnano tutto e tutto quello che ti vedi e ti vivi da piccolo e da adolescente , ritorna indietro dopo anni . I miei genitori non litigavano. Mi a madre però litigava con me. La mia adolescenza in particolare è stata costellata da infinite discussioni con lei, incomprensioni e tristezza. Non riuscivo mai a dire la mia fino in fondo perchè quello che percepivo di lei era solo una immensa personalità insormontabile. E questo mi è rimasto. Non riesco a parlare in pubblico, non riesco ad esporre pensieri lineari e puliti quando sono agitata. Riesco a scrivere però è allora i miei pensieri escono fluidi. E questo blog svolge anche tale compito.
martedì 3 settembre 2013
Scissa e mai più ricomposta
Io vivo nella terra di mezzo.
Non però quella fantasy dove vivono hobbit, elfi e maghi.
Io vivo quella in meno figa, quella dove vivono le mamme come me, quelle che hanno figli con 10 ani di differenza e che sono costrette a riprogrammarsi dalle 20 alle 30 volte al giorno, per adeguarsi ogni volta ai diversi livelli di interazione e problematiche.
Se da un lato l'adolescente mi asciuga con richieste continue di praticamente qualsiasi cosa ( dalle scarpe che si sono scollate, ai noodles finiti in dispensa), con comunicazioni che rasentano il dramma una volta si e l'altra pure o con minchiate stratosferiche su videogiochi e giochi in genere, oppure con ragionamenti che si inerpicano come iperboli, impossibili da seguire, almeno da sobri, dall'altra ci sono i discorsi da quattrenne, quasi cinquenne, che richiedono una capacità di astrazione, non sempre possibile.
Ecco, io sono li. Immaginatemi così, mentre guido , preparo da mangiare, sono al bagno o semplicemente tento di farmi un pò di sani cazzi miei. Niente di più impossibile.
Devo sempre essere in quella modalità di on/off, pronta ad attivarmi sul livello richiesto e anche , spesso, di attivarne due contemporaneamente.
L'homino è inoltre nella fase dei "perchè?", che tra l'altro non dovevano venì qualche tempo fa?
Pensavo di averla scampata...
Esempio:
" perchè ci sono tanti polizzotti? sono forti i polizzotti!! perchè hanno la luce sopra la macchina?"
"perchè così tutti vedono la macchina della polizia e si scansano per farla passare"
"perchè corrono?"
"per prendere i ladri"
"e perchè ci sono tanti ladri in giro?"
E qui tu hai finito le risposte target bambino e dovresti entrare in un campo ben più difficile e così parti con una serie di: "perchè si" ,"perchè il mondo è così", "perchè c'è gente cattiva".
MAI avventurarsi sul campo : "perchè ci sono persone povere che non hanno un lavoro e devono rubare qualcosa", guai ad accennare cose tipo : "e si...ma non credere che pure tutti i polizziotti sono meglio.", qui si aprirebbe una voragine di perchè e negazioni a raffica, che mi vedrebbe sua vittima.
Ma restare sul vago non ti mette al riparo da altre co-partecipazioni difficili.
Alla fine di ogni spiegazione, valida o meno, l'homino parte per discorsi talmente irreali da rasentare quesi un discorso folle di un qualsiasi nostro politico.
Parla di polizzotti e pinguini insieme, di amichetti reali e di quelli dei cartoni. Ti chiede spiegazioni e particolari di vita di questi personaggi di fantasia (ma anche di quelli veri), alle quali tu, ovviamente, non sai rispondere, inventi, e l'inventato non soddisfa. Allora riaggiusta le cose secondo si suoi criteri e tu devi solo ed esclusivamente rispondere di si, altrimenti non se ne esce.
Altra cosa nella quale resto spesso invischiata è la domanda a loop. Tipo:
"quando viene Samuele?"
( tu sai già che non potranno vedersi in settimana per via di impegni reciprochi)
" appena possibile ci vediamo..." cautela felina...
" e quando è possibile?"
"appena riusciamo ad organizzarci"
" e quando vi organizzate?"
" quando abbiamo finito di fare le cose che dobbiamo fare io e Beatrice..."
" e cosa dovete fare?"
" lavori, impegni..." ( e qui sale di difficoltà)
" e quando avete finito i lavori e gli impegni?"
già arranco: " quando sono finiti..."
" ma quando finiscono?"
" quando non ci sono più" (non puoi promettere un giorno preciso, altrimenti lui se lo ricorda!)
" e perchè non chiami Beatrice?"
"l'ho chiamata e ha detto che ora non può"
" e perchè adesso non può?"
"perchè è impegnata"
" e in cosa è impegnata?"
" in lavori..."
"io voglio vedere Samuele! quando viene Samuele?"
e ricomincia il loop. Ecco, forse esistono risposte e modalità diverse, ma io non le conosco.
Questi però sono veramente i momenti in cui mi viene da piangere sul volante della macchina...
"mamma , lui si chiama Tac. è uno strano nome per un bambino vero?"
"il plancton se non si vede, come fanno le balene a mangiarlo?"
" mamma ti piace? questa è la mia renna...non sono un cucchiaino e una campanella quelle che ho attaccato con lo scotch, sono corna!"
"senti ?stanno facendo del rumore sopra di noi. chi sono? non sono i vicini, sono dei mostricciattoli!"
"perchè l'aria non si vede? io voglio vedere l'aria!"
"lo sai chi ha rubato il pennarello? è stato il ladruncolo di Cesarina!"
E tu che vorresti solo connettere i neuroni in modo regolare...
Adesso devo andare a giocare con lui. Mi ha appena consegnato un biglietto per uno zoo che ha costruito e sul biglietto c'è scritto Paola, quindi: " è tuo e devi venire!". Intrappolata!
Non però quella fantasy dove vivono hobbit, elfi e maghi.
Io vivo quella in meno figa, quella dove vivono le mamme come me, quelle che hanno figli con 10 ani di differenza e che sono costrette a riprogrammarsi dalle 20 alle 30 volte al giorno, per adeguarsi ogni volta ai diversi livelli di interazione e problematiche.
Se da un lato l'adolescente mi asciuga con richieste continue di praticamente qualsiasi cosa ( dalle scarpe che si sono scollate, ai noodles finiti in dispensa), con comunicazioni che rasentano il dramma una volta si e l'altra pure o con minchiate stratosferiche su videogiochi e giochi in genere, oppure con ragionamenti che si inerpicano come iperboli, impossibili da seguire, almeno da sobri, dall'altra ci sono i discorsi da quattrenne, quasi cinquenne, che richiedono una capacità di astrazione, non sempre possibile.
Ecco, io sono li. Immaginatemi così, mentre guido , preparo da mangiare, sono al bagno o semplicemente tento di farmi un pò di sani cazzi miei. Niente di più impossibile.
Devo sempre essere in quella modalità di on/off, pronta ad attivarmi sul livello richiesto e anche , spesso, di attivarne due contemporaneamente.
L'homino è inoltre nella fase dei "perchè?", che tra l'altro non dovevano venì qualche tempo fa?
Pensavo di averla scampata...
Esempio:
" perchè ci sono tanti polizzotti? sono forti i polizzotti!! perchè hanno la luce sopra la macchina?"
"perchè così tutti vedono la macchina della polizia e si scansano per farla passare"
"perchè corrono?"
"per prendere i ladri"
"e perchè ci sono tanti ladri in giro?"
E qui tu hai finito le risposte target bambino e dovresti entrare in un campo ben più difficile e così parti con una serie di: "perchè si" ,"perchè il mondo è così", "perchè c'è gente cattiva".
MAI avventurarsi sul campo : "perchè ci sono persone povere che non hanno un lavoro e devono rubare qualcosa", guai ad accennare cose tipo : "e si...ma non credere che pure tutti i polizziotti sono meglio.", qui si aprirebbe una voragine di perchè e negazioni a raffica, che mi vedrebbe sua vittima.
Ma restare sul vago non ti mette al riparo da altre co-partecipazioni difficili.
Alla fine di ogni spiegazione, valida o meno, l'homino parte per discorsi talmente irreali da rasentare quesi un discorso folle di un qualsiasi nostro politico.
Parla di polizzotti e pinguini insieme, di amichetti reali e di quelli dei cartoni. Ti chiede spiegazioni e particolari di vita di questi personaggi di fantasia (ma anche di quelli veri), alle quali tu, ovviamente, non sai rispondere, inventi, e l'inventato non soddisfa. Allora riaggiusta le cose secondo si suoi criteri e tu devi solo ed esclusivamente rispondere di si, altrimenti non se ne esce.
Altra cosa nella quale resto spesso invischiata è la domanda a loop. Tipo:
"quando viene Samuele?"
( tu sai già che non potranno vedersi in settimana per via di impegni reciprochi)
" appena possibile ci vediamo..." cautela felina...
" e quando è possibile?"
"appena riusciamo ad organizzarci"
" e quando vi organizzate?"
" quando abbiamo finito di fare le cose che dobbiamo fare io e Beatrice..."
" e cosa dovete fare?"
" lavori, impegni..." ( e qui sale di difficoltà)
" e quando avete finito i lavori e gli impegni?"
già arranco: " quando sono finiti..."
" ma quando finiscono?"
" quando non ci sono più" (non puoi promettere un giorno preciso, altrimenti lui se lo ricorda!)
" e perchè non chiami Beatrice?"
"l'ho chiamata e ha detto che ora non può"
" e perchè adesso non può?"
"perchè è impegnata"
" e in cosa è impegnata?"
" in lavori..."
"io voglio vedere Samuele! quando viene Samuele?"
e ricomincia il loop. Ecco, forse esistono risposte e modalità diverse, ma io non le conosco.
Questi però sono veramente i momenti in cui mi viene da piangere sul volante della macchina...
"mamma , lui si chiama Tac. è uno strano nome per un bambino vero?"
"il plancton se non si vede, come fanno le balene a mangiarlo?"
" mamma ti piace? questa è la mia renna...non sono un cucchiaino e una campanella quelle che ho attaccato con lo scotch, sono corna!"
"senti ?stanno facendo del rumore sopra di noi. chi sono? non sono i vicini, sono dei mostricciattoli!"
"perchè l'aria non si vede? io voglio vedere l'aria!"
"lo sai chi ha rubato il pennarello? è stato il ladruncolo di Cesarina!"
E tu che vorresti solo connettere i neuroni in modo regolare...
Adesso devo andare a giocare con lui. Mi ha appena consegnato un biglietto per uno zoo che ha costruito e sul biglietto c'è scritto Paola, quindi: " è tuo e devi venire!". Intrappolata!
Chiusura forzata
E come ogni anno siamo partiti con quelle 5/6 ore di ritardo..
Già perchè noi , quando è ora di partire, pensiamo solo di dover fare le valigie, caricare tutto e stop.
Non è che teniamo conto che la casetta deve essere messa in ordine, pulita, levata l'acqua, messo antigelo, sprangate le finestre (con ottimi risultati di sicurezza tra l'altro...), levato il mondo dal giardino ecc.
No , noi queste cose le dimentichiamo, volontariamente penso.
Quando è ora di andare via a me viene l'ansia e la frenesia, per cui vorrei esere in un attimo in macchina e affrontare quel viaggio infinito subito.
All'homo viene il magone e vorrebbe ritardare tutto. Il risultato è un tilt totale, che ci fa fare mal volentieri le cose, che ci fa restare sempre a bocca aperta alla vista della montagna di bagagli vicino alla macchina e ci fa riaprire la casa e la cantina almeno 10 volte, prima di andare.
Quest'anno poi , presi dall'entusiasmo del cospicuo numero di clienti alla mangiatoia home made, abbiamo anche utilizzato del tempo per tritare mandorle, nocciole, biscotti, semi e crakers, da lasciare. E anche per mettere qualcosa per le faine che la sera avevano preso l'abitudine di venirci a trovare. Si lo so che sono devastratrici. Ma noi non abbiamo galline e loro avevano una faccia troppo simpatica quando ci guardavano la notte con gli occhi catarifrangenti. Senza contare lo scoiattolo bello e scuro che scendeva dall'albero grande.
Di questo se n'è occupato l'adolescente, che ha anche portato tutti i bagagli alla macchina per bene ma senza sentire che dicevo di non caricarli. Quando sono andata, ho trovato nel portabagagli un tetris di borse e valigie assurdo, la metà dei bagagli fuori e lui che diceva "non possiamo partire...non c'è più spazio!" Nemmeno a dirlo che ho dovuto ritirare fuori tutto e ricomporre l'insieme, ma veramente a momenti non c'era più spazio!
Con enormi lamentele , abbiamo dovuto lasciare la tv bianca anni '70 , che l'adolesente ha deciso di vendere su E-bay, pensando di riuscire a tirare fuori una cifra che lo farà arricchire..e ripagare l'Ipad!
Comunque alla fien siamo partiti. Senza un cm visibile dallo specchietto retrovisore e con la tristezza solita che ci accompagna, almeno fino a Vercelli. Quando parte la solita conferenza sui campi di riso.
Ogni volta che passiamo in pianura padana, vediamo questi immensi campi coltivati e ogni volta in momenti diversi. D'inverno sono allagati, poi d'estate sono spighe alte, adesso tagliati. Ma ogni volta ci dimentichiamo delle varie fasi della coltivazione. Ogni volta le andiamo a rivedere su qualche sito e la volta dopo le abbiamo già dimenticate. E per fortuna, perchè così ci distraiamo e quando è finita la pianura padana e il corso intensivo di risocoltura, abbiamo superato Piacenza e vediamo i cartelli per Bologna. Roma a quel punto sembra un pò più vicino e il magone un pò più lieve.
Già perchè noi , quando è ora di partire, pensiamo solo di dover fare le valigie, caricare tutto e stop.
Non è che teniamo conto che la casetta deve essere messa in ordine, pulita, levata l'acqua, messo antigelo, sprangate le finestre (con ottimi risultati di sicurezza tra l'altro...), levato il mondo dal giardino ecc.
No , noi queste cose le dimentichiamo, volontariamente penso.
Quando è ora di andare via a me viene l'ansia e la frenesia, per cui vorrei esere in un attimo in macchina e affrontare quel viaggio infinito subito.
All'homo viene il magone e vorrebbe ritardare tutto. Il risultato è un tilt totale, che ci fa fare mal volentieri le cose, che ci fa restare sempre a bocca aperta alla vista della montagna di bagagli vicino alla macchina e ci fa riaprire la casa e la cantina almeno 10 volte, prima di andare.
Quest'anno poi , presi dall'entusiasmo del cospicuo numero di clienti alla mangiatoia home made, abbiamo anche utilizzato del tempo per tritare mandorle, nocciole, biscotti, semi e crakers, da lasciare. E anche per mettere qualcosa per le faine che la sera avevano preso l'abitudine di venirci a trovare. Si lo so che sono devastratrici. Ma noi non abbiamo galline e loro avevano una faccia troppo simpatica quando ci guardavano la notte con gli occhi catarifrangenti. Senza contare lo scoiattolo bello e scuro che scendeva dall'albero grande.
Di questo se n'è occupato l'adolescente, che ha anche portato tutti i bagagli alla macchina per bene ma senza sentire che dicevo di non caricarli. Quando sono andata, ho trovato nel portabagagli un tetris di borse e valigie assurdo, la metà dei bagagli fuori e lui che diceva "non possiamo partire...non c'è più spazio!" Nemmeno a dirlo che ho dovuto ritirare fuori tutto e ricomporre l'insieme, ma veramente a momenti non c'era più spazio!
Con enormi lamentele , abbiamo dovuto lasciare la tv bianca anni '70 , che l'adolesente ha deciso di vendere su E-bay, pensando di riuscire a tirare fuori una cifra che lo farà arricchire..e ripagare l'Ipad!
Comunque alla fien siamo partiti. Senza un cm visibile dallo specchietto retrovisore e con la tristezza solita che ci accompagna, almeno fino a Vercelli. Quando parte la solita conferenza sui campi di riso.
Ogni volta che passiamo in pianura padana, vediamo questi immensi campi coltivati e ogni volta in momenti diversi. D'inverno sono allagati, poi d'estate sono spighe alte, adesso tagliati. Ma ogni volta ci dimentichiamo delle varie fasi della coltivazione. Ogni volta le andiamo a rivedere su qualche sito e la volta dopo le abbiamo già dimenticate. E per fortuna, perchè così ci distraiamo e quando è finita la pianura padana e il corso intensivo di risocoltura, abbiamo superato Piacenza e vediamo i cartelli per Bologna. Roma a quel punto sembra un pò più vicino e il magone un pò più lieve.
venerdì 30 agosto 2013
Helvezia 2
Andando a zonzo per la svizzera , abbiamo scoperto che questi se la spassano mica poco. È non solo perché hanno belle rotatorie e fiori graziosi ai balconi. Gli svizzeri hanno il culto del divertimento, del parco tematico insomma. Ne abbiamo trovati di tutti i gusti: villaggio western completamente ricostruito, parchi avventura di ogni specie, villaggio dei trenini a vapore, mega labirito ( vantano il piú grande labirinto del mondo), parchi natura, parchi animali, musei di ogni genere ( anche quello del cane San Bernardo) . Siamo anche rimasti affascinati dal grand numero di treni , diversi per itinerario, motore e carrozzeria. Ne abbiamo visti di panoramici ( con tetto in vetro), a vapore vero, a cremagliera, super veloci, super lenti, che vanno su per montagne, verso un osservatorio, con degustazione di cioccolata a bordo, con ristorante romantico, quelli rossi, quelli blu, tanto da farci ripromettere di fare un viaggio solo con i treni svizzeri. E cosí siamo finiti nel paradiso di ogni bambino, specie se maschio e specie se affascinato dai treni. Un parco tematico solo con riproduzioni fedeli di treni a vapore, vero, che viaggiavano in mini panorami ricostruiti con attenzione maniacale, tipica del popolo elvetico e sui quali si poteva viaggiare comodamente seduti, con mamme , papá , nonni e pure fratelli maggiori, divertiti e non annoiati, niente a che vedere con le acce rassegnate viste al parco tematico alle porte di Roma. C'erano le stazioni ,con tanto di avviso incomprensibile ( quindi reale), i ponti di legno o ferro, laghetti, tunnel e scambi. Passaggi a a livello, villaggi e casette, anche una piccola montagna sulla quale si inerpicava un mini treno a cremagliera. E ancora i depositi e le officine. L' homino era convinto di essere a Cugghinton...
La cosa che ci ha piú sorpreso, girando anche altri parchi, é stato che il divertimento per bambini é creato soprattutto attraverso l'uso della fantasia e dell'azione fisica del gioco. Siamo andati anche al parco del labirinto, dove alla fine il labirinto era forse il minimo. Scivoli da fare dentro i sacchi di juta, repliche dei piú famosi giochi in legno realizzati in scala gigante, giochi tradizionali riproposti in chiave moderna, giochi da fare anche insieme a mamma e papá , divertendosi veramente tanto. Anche un' area riservata alla guerra di palloncini d'acqua. E anche se il prezzo di questi parchi non é un regalo, all'ingresso ognuno aveva il suo prezzo e , meraviglia, gli sconti che trovi in giro per i vari punti informazione, sono veri, si applicano anche al prezzo ridotto del bambino e vanno per tutta la famiglia. In questi parchi niente Bolllywood, peró di famiglie numerose indiane ne abbiamo incontrate, eccome. Come al solito ho fatto i miei giretti rituali nei super e ho ritrovato cose che mangiavo da piccola quando vivevo in Belgio, prima fra tutte, la marca dei miei formaggini preferita. La mucca rossa che ride con un bel vistoso orecchino. Da piccola la adoravo. E poi il succo di mela, ma quello frizzante...
Siamo rientrati dal tunnel del San Bernardo nella valle e la mattina dopo abbiamo fatto colazione con ovomaltina autentica svizzera!
L' homino ha già attaccato con la nenia " quando torniamo in svizzera dai trenini????", e ha voluto che gli facessi una bandiera rossa con croce bianca. Che c'è n'é voluto all'inizio per fargli capire che no, non eravamo in un posto con tutti ospedali e ambulanze e che quella era semplicemente la bandiera del posto dove eravamo andati.
La cosa che ci ha piú sorpreso, girando anche altri parchi, é stato che il divertimento per bambini é creato soprattutto attraverso l'uso della fantasia e dell'azione fisica del gioco. Siamo andati anche al parco del labirinto, dove alla fine il labirinto era forse il minimo. Scivoli da fare dentro i sacchi di juta, repliche dei piú famosi giochi in legno realizzati in scala gigante, giochi tradizionali riproposti in chiave moderna, giochi da fare anche insieme a mamma e papá , divertendosi veramente tanto. Anche un' area riservata alla guerra di palloncini d'acqua. E anche se il prezzo di questi parchi non é un regalo, all'ingresso ognuno aveva il suo prezzo e , meraviglia, gli sconti che trovi in giro per i vari punti informazione, sono veri, si applicano anche al prezzo ridotto del bambino e vanno per tutta la famiglia. In questi parchi niente Bolllywood, peró di famiglie numerose indiane ne abbiamo incontrate, eccome. Come al solito ho fatto i miei giretti rituali nei super e ho ritrovato cose che mangiavo da piccola quando vivevo in Belgio, prima fra tutte, la marca dei miei formaggini preferita. La mucca rossa che ride con un bel vistoso orecchino. Da piccola la adoravo. E poi il succo di mela, ma quello frizzante...
Siamo rientrati dal tunnel del San Bernardo nella valle e la mattina dopo abbiamo fatto colazione con ovomaltina autentica svizzera!
L' homino ha già attaccato con la nenia " quando torniamo in svizzera dai trenini????", e ha voluto che gli facessi una bandiera rossa con croce bianca. Che c'è n'é voluto all'inizio per fargli capire che no, non eravamo in un posto con tutti ospedali e ambulanze e che quella era semplicemente la bandiera del posto dove eravamo andati.
giovedì 29 agosto 2013
Helvezia parte 1
Siamo tornati dalla Svizzera. Avrei voluto scrivere da li, ma eravamo privi di connessione. Non ci eravamo preparati in tempo. Che poi il viaggio é stato breve. Peró devo dire pieno di cose particolari. Ci ero giá stata anni fa ( tanti) con i miei genitori. Un bel viaggio on the road, tipico di mio padre. Bello insomma. E in effetti la Svizzera é veramente bella. Sará pure " leccata" come dice l'homo, ma a me quella cura per le case, le strade, gli ambienti in genere e anche le aiuole e le rotatorie, mi sa tanto di amore verso la propria terra. Che poi qui non é solo amore, qui trattasi anche di orgoglio, di appartenenza, di mostrare quello che ogni giorno fanno per tenere alto il nome della loro nazione. Concetti semplici ma che a noi italiani stentano ad entrare in testa e nelle abitudini. Teniamoci stretto il parmigiano che é meglio dell' Emmenthal, va'...
Comunque dicevo , la bellezza. In certe parti é mozzafiato. Le montagne che gli sono capitate non hanno bisogno di eccessiva cura o restiling. Quelle sono incredibili di natura e hanno comunque avuto culo a capitarci in mezzo, stí svizzeri!
Siamo passati tra vette stupende, verdi, bianche e verdi di nuovo. Granitiche e svettanti. Hanno creato dighe assurde , che nemmeno sembrano scempi ( che invece lo sono) e che producono milioni di kilowatt tutti per loro. Eppure una diga lassú in cima, aveva un invaso uguale a un fiordo e si faceva fatica a capire in che parte del mondo si fosse in quel momento.
E poi i ghiacciai belli e maestosi.
Ecco, io avevo trascinato la famigliola in mezzo alla Svizzera per portarla su un ghiacciaio
bellissimo, dove ero stata con mio babbo. Dopo aver attraversato in diagonale questo paese e a aver scavalcato non so quanti valichi, arriviamo a Interlaken per passare la notte li. Mai errore fu più disastroso. È che ne sapevo io che la Svizzera era diventata meta di turismo Bollywoodiano???
Centinaia di indiani, anzi migliaia di indiani, ovunque. Alberghi , ristoranti, parchi , negozi. Tutti li per visitare e rivivere le scene piú emozionanti dei film che hanno amato. Il turismo svizzero, ovviamente, sta capitalizzando questa ossessione: negli ultimi anni il numero di indiani arrivati in
vacanza è raddoppiato fino a raggiungere i 325.000 turisti solo l’anno scorso. E le agenzie si stanno specializzando in tour tematici dai titoli romantici, richiestissimi dalle coppie in luna di miele, ma
anche da intere famiglie. Tipica scena , quando lui e lei si rincorrono e poi rotolano o per prati tipicamente svizzeri o su cime innevate di qualche montagna, ( ci siamo documentati su Youtube).
Una di queste mete era proprio la mia vetta e il mio trenino a cremagliera. Che ormai é diventato pure tecnologico e costa un prezzo pari a mezza settimana da Mambo Jambo. 160 euro a persona. Quindi
la notte nella ridente localitá lacustre é saltata e la vetta con annesso ghiacciaio anche. Ne é nata una allegra nottata attraverso boschi, belli pure al buio e una notte a dormire in macchina tutti sotto una
trapuntona che avevamo nel portabagagli, con i ragazzini divertiti manco fossimo in campeggio: " stanotte lo rifacciamo?" . Io è l'homo, con l'entusiasmo sminuito dal mal di schiena, abbiamo
declinato la proposta. Però poi una meravigliosa colazione bordo lago, con il sole, i croissant e la marmellata di albicocche svizzere ( non ci credevo nemmeno io!) , ci ha fatto fare la
pace con tutto. Per il resto, appena rimbecco l' onda di connessione...
Comunque dicevo , la bellezza. In certe parti é mozzafiato. Le montagne che gli sono capitate non hanno bisogno di eccessiva cura o restiling. Quelle sono incredibili di natura e hanno comunque avuto culo a capitarci in mezzo, stí svizzeri!
Siamo passati tra vette stupende, verdi, bianche e verdi di nuovo. Granitiche e svettanti. Hanno creato dighe assurde , che nemmeno sembrano scempi ( che invece lo sono) e che producono milioni di kilowatt tutti per loro. Eppure una diga lassú in cima, aveva un invaso uguale a un fiordo e si faceva fatica a capire in che parte del mondo si fosse in quel momento.
E poi i ghiacciai belli e maestosi.
Ecco, io avevo trascinato la famigliola in mezzo alla Svizzera per portarla su un ghiacciaio
bellissimo, dove ero stata con mio babbo. Dopo aver attraversato in diagonale questo paese e a aver scavalcato non so quanti valichi, arriviamo a Interlaken per passare la notte li. Mai errore fu più disastroso. È che ne sapevo io che la Svizzera era diventata meta di turismo Bollywoodiano???
Centinaia di indiani, anzi migliaia di indiani, ovunque. Alberghi , ristoranti, parchi , negozi. Tutti li per visitare e rivivere le scene piú emozionanti dei film che hanno amato. Il turismo svizzero, ovviamente, sta capitalizzando questa ossessione: negli ultimi anni il numero di indiani arrivati in
vacanza è raddoppiato fino a raggiungere i 325.000 turisti solo l’anno scorso. E le agenzie si stanno specializzando in tour tematici dai titoli romantici, richiestissimi dalle coppie in luna di miele, ma
anche da intere famiglie. Tipica scena , quando lui e lei si rincorrono e poi rotolano o per prati tipicamente svizzeri o su cime innevate di qualche montagna, ( ci siamo documentati su Youtube).
Una di queste mete era proprio la mia vetta e il mio trenino a cremagliera. Che ormai é diventato pure tecnologico e costa un prezzo pari a mezza settimana da Mambo Jambo. 160 euro a persona. Quindi
la notte nella ridente localitá lacustre é saltata e la vetta con annesso ghiacciaio anche. Ne é nata una allegra nottata attraverso boschi, belli pure al buio e una notte a dormire in macchina tutti sotto una
trapuntona che avevamo nel portabagagli, con i ragazzini divertiti manco fossimo in campeggio: " stanotte lo rifacciamo?" . Io è l'homo, con l'entusiasmo sminuito dal mal di schiena, abbiamo
declinato la proposta. Però poi una meravigliosa colazione bordo lago, con il sole, i croissant e la marmellata di albicocche svizzere ( non ci credevo nemmeno io!) , ci ha fatto fare la
pace con tutto. Per il resto, appena rimbecco l' onda di connessione...
Mani, burro e frantumata
Scrivere su uno schermo frantumato non é bello. Se poi lo schermo te lo ha frantumato il figlio adolescente, ecco che le palle ti girano di brutto...
Ok. La colpa é stata anche nostra. L'homo non doveva chiedere all'adolescente di impegnare anche la seconda mano e io non dovevo fargli impegnare questa mano passandogli il tablet da un finestrino semi-aperto. Eccessiva richiesta di molteplici capacitá in un gesto solo. Troppe per un adolescente che non PUÒ prestare attenzione perché impegnato a pensare: alla musica che ha in cuffia, ai giochi che deve completare, all'assenza di connessione, agli amici che " beati loro sono rimasti a Roma" ( inutile fargli notare che é beato chi NON resta al caldo di Roma), alla fame sempre incombente, alla genesi e dei 50 film horror che si é fatto passare dal parente valdostano e altre 200 minchiate adolescenziali, tutte ovviamente meno che l'unica necessaria al momento. Prestare 10 secondi di attenzione basic. Quella a requisiti minimi. Quella standart , quella fornita dalla casa produttrice.
Adesso é li che rimugina su come procurarsi la cifra da noi stabilita ( simbolica) per ripagare il danno. Ha coinvolto i nonni per farsi dare i soldi che ha su un libretto postale ( e quelli ovviamente hanno declinato la proposta), pensa ad accantonamenti di paghette e lavori remunerati da non si sa chi e non si sa per cosa. Per ora dice che non prenderá mai piú in mano un IPad in vita sua , visto che é talmente " sfigato". Perché, sia chiaro, non gli é caduto dalle mani per disattenzione, ma per sfiga, pura semplice sfiga...
Ok. La colpa é stata anche nostra. L'homo non doveva chiedere all'adolescente di impegnare anche la seconda mano e io non dovevo fargli impegnare questa mano passandogli il tablet da un finestrino semi-aperto. Eccessiva richiesta di molteplici capacitá in un gesto solo. Troppe per un adolescente che non PUÒ prestare attenzione perché impegnato a pensare: alla musica che ha in cuffia, ai giochi che deve completare, all'assenza di connessione, agli amici che " beati loro sono rimasti a Roma" ( inutile fargli notare che é beato chi NON resta al caldo di Roma), alla fame sempre incombente, alla genesi e dei 50 film horror che si é fatto passare dal parente valdostano e altre 200 minchiate adolescenziali, tutte ovviamente meno che l'unica necessaria al momento. Prestare 10 secondi di attenzione basic. Quella a requisiti minimi. Quella standart , quella fornita dalla casa produttrice.
Adesso é li che rimugina su come procurarsi la cifra da noi stabilita ( simbolica) per ripagare il danno. Ha coinvolto i nonni per farsi dare i soldi che ha su un libretto postale ( e quelli ovviamente hanno declinato la proposta), pensa ad accantonamenti di paghette e lavori remunerati da non si sa chi e non si sa per cosa. Per ora dice che non prenderá mai piú in mano un IPad in vita sua , visto che é talmente " sfigato". Perché, sia chiaro, non gli é caduto dalle mani per disattenzione, ma per sfiga, pura semplice sfiga...
martedì 20 agosto 2013
Il giorno della MarMorta
La prenderó alla lontana ,ma poi si capirá il titolo.
Insomma , vari, svariati e anche avariati anni fa , lavoravo come decoratrice-pittrice-mosaicista-facciodetutto, per una coppia di bizzarri fratelli pseudo decoratori/ artisti da noi tutti chiamati Barbarians. È cosí resteranno per me e per tutte le persone che hanno avuto a che fare con loro. Devo dire che poi come esperienza lavorativa e umana nemmeno é statacosí male. Di esperienze ne ho accumulate da campare di rendita negli a anni a venire e di persone brave e buone ( di quelle che hanno lavorato con i Barbarians), ne ho incontrate. Per un certo periodo si era venuto a creare un gruppetto niente male. Efficiente e affiatato, ovviamente, in totale balia dei fratelli che ci dirigevano con fare caotico e dispotico, in balia a loro volta, di clienti folli.
Proprio per questo affiatamento eravamo riuscite ( tutte donne), a vivere questo " caos creativo" con un ottimo spirito, anche se a volte, spesso, da ridere c' era ben poco.
Poi tra nascite di figli, altri lavori presi, cambiamento di vite vario, ci siamo con alcune perse.
Vorrei adesso mettermi a raccontare di alcuni cantieri assurdi , di commesse dalle richieste assurde ( dallo stile ai tempi di realizzazione intendo), ma andrei completamente fuori traccia adesso. Mi riprometto di tornare sull'argomento, perché ne vale la pena.
Tutto questo si svolgeva circa 10 anni fa e con certe compagne di lavoro da allora ne avevo perse le tracce ( si in questo caso nemmeno Fb é servito!!)
Comunque. Mentre ero in un grande supermercato di Aosta, l'homino si mette a parlare di formaggini rossi con un suo coetaneo, homino pure lui.
Io e la mamma ci scambiamo un paio di battute su come nella terra della fontina, un bambino preferisca dei formaggini insapori e industriali e poi arrivederci. Nel salutare questa mamma, vedo che la faccia non mi é nuova ...un colpo! É una delle mie amiche pittrici. Cavolo! Qui ad Aosta?
La chiamo...si! É lei! Sorpresa delle sorprese. Anche lei ha casa qui, da 40 e oltre anni.
L'avevo lasciata con una piccola appena nata e adesso ne ha 2 anche lei...scambio di numerie di indirizzi e la promessa di vedermi presto per camminare insieme..
È infatti cosí é stato. Ci siamo riviste, abbiamo parlato dei vecchi tempi e dei nuovi, e la gioia di rivederla é stata grande. Abbiamo organizzato una camminata piena di bambini verso un laghetto a 2.300 metri.
L'homino é stato grande. Ha camminato senza storie sempre, come del resto aveva atto giá nelle passeggiate dei giorni scorsi.
L'adoelscente, (eletto capogruppo di una comitiva di pre- adolescenti ed eroe di ottenni/novenni in
quanto massimo esperto della valle sulle carte di Yoo-gi-ho), invece ha ceduto sull'ultima salita, avvalendosi del diritto di non farcela in quanto erede di DNa flaccido di suo padre..dovrò spiegargli che suo padre alla sua etá faceva almeno 3 sport o lasciò correre?
Arrivati al laghetto( bellissimo!) tra allegria da meta raggiunta, panini e vitelli simpatici, é stato rinvenuto il cadavere di una marmotta , ribattezzata subito MarMorta, nell' acqua.
É stata la cosa piú bella della giornata! Per tutti i bambini un' attrazione incredibile. Il gusto del macabro é sempre vittorioso...con i bastoni è stata ripescata e analizzata. Sono state fatte ipotesi su come e perché sia finita li è su chi abbiam mangiato almeno la sua metâ. Un aquila? Un predatore? Morta di vecchiaia? Affogata?
Ha vinto l' ipotesi piú affascinante. Un ' aquila in volo l'ha persa dopo averla catturata...
Durante la discesa non si é parlato d'altro..e ancora é oggetto di discussione.
La povera marmotta morta nel lago. E a nessuno ha fatto schifo sia chiaro!!
È anche se questa camminata é stata una passeggiata targata Roma al quasi 100% ( solo un paio erano del nord), é stata bellissima!
Domani andiamo in Svizzera a fare una passeggiata, sempre con questi amici ritrovati.
Vediamo che ne uscirà...
Insomma , vari, svariati e anche avariati anni fa , lavoravo come decoratrice-pittrice-mosaicista-facciodetutto, per una coppia di bizzarri fratelli pseudo decoratori/ artisti da noi tutti chiamati Barbarians. È cosí resteranno per me e per tutte le persone che hanno avuto a che fare con loro. Devo dire che poi come esperienza lavorativa e umana nemmeno é statacosí male. Di esperienze ne ho accumulate da campare di rendita negli a anni a venire e di persone brave e buone ( di quelle che hanno lavorato con i Barbarians), ne ho incontrate. Per un certo periodo si era venuto a creare un gruppetto niente male. Efficiente e affiatato, ovviamente, in totale balia dei fratelli che ci dirigevano con fare caotico e dispotico, in balia a loro volta, di clienti folli.
Proprio per questo affiatamento eravamo riuscite ( tutte donne), a vivere questo " caos creativo" con un ottimo spirito, anche se a volte, spesso, da ridere c' era ben poco.
Poi tra nascite di figli, altri lavori presi, cambiamento di vite vario, ci siamo con alcune perse.
Vorrei adesso mettermi a raccontare di alcuni cantieri assurdi , di commesse dalle richieste assurde ( dallo stile ai tempi di realizzazione intendo), ma andrei completamente fuori traccia adesso. Mi riprometto di tornare sull'argomento, perché ne vale la pena.
Tutto questo si svolgeva circa 10 anni fa e con certe compagne di lavoro da allora ne avevo perse le tracce ( si in questo caso nemmeno Fb é servito!!)
Comunque. Mentre ero in un grande supermercato di Aosta, l'homino si mette a parlare di formaggini rossi con un suo coetaneo, homino pure lui.
Io e la mamma ci scambiamo un paio di battute su come nella terra della fontina, un bambino preferisca dei formaggini insapori e industriali e poi arrivederci. Nel salutare questa mamma, vedo che la faccia non mi é nuova ...un colpo! É una delle mie amiche pittrici. Cavolo! Qui ad Aosta?
La chiamo...si! É lei! Sorpresa delle sorprese. Anche lei ha casa qui, da 40 e oltre anni.
L'avevo lasciata con una piccola appena nata e adesso ne ha 2 anche lei...scambio di numerie di indirizzi e la promessa di vedermi presto per camminare insieme..
È infatti cosí é stato. Ci siamo riviste, abbiamo parlato dei vecchi tempi e dei nuovi, e la gioia di rivederla é stata grande. Abbiamo organizzato una camminata piena di bambini verso un laghetto a 2.300 metri.
L'homino é stato grande. Ha camminato senza storie sempre, come del resto aveva atto giá nelle passeggiate dei giorni scorsi.
L'adoelscente, (eletto capogruppo di una comitiva di pre- adolescenti ed eroe di ottenni/novenni in
quanto massimo esperto della valle sulle carte di Yoo-gi-ho), invece ha ceduto sull'ultima salita, avvalendosi del diritto di non farcela in quanto erede di DNa flaccido di suo padre..dovrò spiegargli che suo padre alla sua etá faceva almeno 3 sport o lasciò correre?
Arrivati al laghetto( bellissimo!) tra allegria da meta raggiunta, panini e vitelli simpatici, é stato rinvenuto il cadavere di una marmotta , ribattezzata subito MarMorta, nell' acqua.
É stata la cosa piú bella della giornata! Per tutti i bambini un' attrazione incredibile. Il gusto del macabro é sempre vittorioso...con i bastoni è stata ripescata e analizzata. Sono state fatte ipotesi su come e perché sia finita li è su chi abbiam mangiato almeno la sua metâ. Un aquila? Un predatore? Morta di vecchiaia? Affogata?
Ha vinto l' ipotesi piú affascinante. Un ' aquila in volo l'ha persa dopo averla catturata...
Durante la discesa non si é parlato d'altro..e ancora é oggetto di discussione.
La povera marmotta morta nel lago. E a nessuno ha fatto schifo sia chiaro!!
È anche se questa camminata é stata una passeggiata targata Roma al quasi 100% ( solo un paio erano del nord), é stata bellissima!
Domani andiamo in Svizzera a fare una passeggiata, sempre con questi amici ritrovati.
Vediamo che ne uscirà...
sabato 17 agosto 2013
Misteri della notte. Ovvero: " come cerco di fare fessa mia madre"
"Adolescente, ho appena fatto il bucato. Com'é che dopo una settimana noi 7 paia di mutande a testa e tu solo 2?????"
"Noooo, é che io me le lavo a mano...."
" Adolescente, non ne ho mai vista nemmeno una stesa...."
" Ahhhh! No, io le lavo è poi le metto bagnate"
" Ma quando??"
" Di notte, tu non puoi vedermi. Verso le 3,00 mi alzo, le lavo e poi le rimetto...si non chiedermi perché faccio queste cose strane. Ma le mutande le ho pulite..."
"??????????????????????????"
(Ovviamente qui mi é partito l'embolo e mi hanno sentito fino a quota 1.800 mt)
"Noooo, é che io me le lavo a mano...."
" Adolescente, non ne ho mai vista nemmeno una stesa...."
" Ahhhh! No, io le lavo è poi le metto bagnate"
" Ma quando??"
" Di notte, tu non puoi vedermi. Verso le 3,00 mi alzo, le lavo e poi le rimetto...si non chiedermi perché faccio queste cose strane. Ma le mutande le ho pulite..."
"??????????????????????????"
(Ovviamente qui mi é partito l'embolo e mi hanno sentito fino a quota 1.800 mt)
martedì 13 agosto 2013
Appropriazioni indebite. Chelipossinofulminá!
" Prima o poi doveva ricapitare" ha detto l' homo quando siamo entrati in casetta devastata. A quanto pare tra gli usi e costumi di questa montagna, c' é anche quello di appropriarsi delle case disabitate durante l' inverno. Ovviamente non da parte dei montanari in genere, ma dei vagabondi montanari, di cui sinceramente ne ignoravo l'esistenza. Hanno rotto una finestra e voilá, hanno vissuto, non sappiamo bene quanto tempo, in casa nostra, usando il divano, i letti, le coperte e risparmiando, se dio vuole, il bagno e la cucina. Rubando peró il sapone per i piatti, la bistecchiera e i coltelli con il manico di legno. Hanno anche " asportato " un materasso, tutte le trapunte, asciugamani, accappatoi e maglioni. Hanno aperto una scatola contenente vestiti vecchi dell'homo: " sono ancora buonissimi!!" e li hanno lasciati li, senza toccarli nemmeno. Di questo l'homo quasi non si capacita...
Con l'occasione abbiamo buttato un pó di roba, risalente forse a minimo 30 anni fa, ma niente a che vedere con il vintage. Le case di vacanza non hanno mai niente di interessante dal punto di vista qualitativo. Spesso sono la succursale della cantina. Il posto dove porti la roba che non ti senti di buttare in città. Cosí spesso queste case sono un misto di stili, un trait d' union tra varie epoche. Spesso il risultato é tremendo. Sia chiaro. Per chi mi conosce sa che MAI accozzerei stili e roba a caso. So' troppo " estetica". Preferisco caricarmi di borse pur di non indossare il "caro maglione di quando ero adolescente" e per quanto riguarda lo stile di arredo, cerco di adeguarmi all'ambiente a alla tradizione. Infatti sbircio non poco dalle finestre delle case qui in valle. I cesti e cestini vanno alla grande. Poi vanno oggetti attaccati un pó ovunque, dalle giarle agli attrezzi agricoli dismessi, vecchi pezzi da sci, slittini e teschi di camosci ( ma quelli mi fanno schifo) , come pure l'immancabile corno di stambecco appeso da qualche parte. I mobili sono bellissimi. Un bel legno consumato fa la differenza rispetto ai mobili in "stile" in abete lucidato. Purtroppo. Di questi ancora se ne vedono tanti. Ne abbiamo anche noi. Poi pietra, pietra ovunque , grigia, tempestata di lapilli luccicanti. É la pietra " Losa" che devo ancora capí se Losa é una qualitá o un nome affibbiato qui. Ci fanno i pavimenti , i tetti, gli oggetti e i rivestimenti delle case. E anche se alla fine tutta questa losa conferisce alle case della valle un aspetto un pó grigio, avere una casa in pietra é veramente qualcosa di superbo. Intanto qui ho riempito tutto di cestini, ho comprato vecchi attrezzi valdostani ai mercatini che ho sparpagliato per casa, ho inchiodato alla parete i vecchi sci di legno di mio padre e le piccozze dello zio Giulio e messo tendine " leziose e inutili" alle finestre. Sto anche curando personalmente il progetto bagno. Da 2anni. Ma non abbiamo fretta...
Insomma, per tornare ai vagabondi , che li possa beccá un fulmine! Oltre all'ammazzata per ripulire casa, abbiamo dovuto ricomprare materassi, cuscini, asciugamani e altre 100 corsette del bazzo, con il risultato che stó giochetto ha messo a dura prova il budget delle vacanze.
Piú ci penso e piú mi sale la carogna!
Con l'occasione abbiamo buttato un pó di roba, risalente forse a minimo 30 anni fa, ma niente a che vedere con il vintage. Le case di vacanza non hanno mai niente di interessante dal punto di vista qualitativo. Spesso sono la succursale della cantina. Il posto dove porti la roba che non ti senti di buttare in città. Cosí spesso queste case sono un misto di stili, un trait d' union tra varie epoche. Spesso il risultato é tremendo. Sia chiaro. Per chi mi conosce sa che MAI accozzerei stili e roba a caso. So' troppo " estetica". Preferisco caricarmi di borse pur di non indossare il "caro maglione di quando ero adolescente" e per quanto riguarda lo stile di arredo, cerco di adeguarmi all'ambiente a alla tradizione. Infatti sbircio non poco dalle finestre delle case qui in valle. I cesti e cestini vanno alla grande. Poi vanno oggetti attaccati un pó ovunque, dalle giarle agli attrezzi agricoli dismessi, vecchi pezzi da sci, slittini e teschi di camosci ( ma quelli mi fanno schifo) , come pure l'immancabile corno di stambecco appeso da qualche parte. I mobili sono bellissimi. Un bel legno consumato fa la differenza rispetto ai mobili in "stile" in abete lucidato. Purtroppo. Di questi ancora se ne vedono tanti. Ne abbiamo anche noi. Poi pietra, pietra ovunque , grigia, tempestata di lapilli luccicanti. É la pietra " Losa" che devo ancora capí se Losa é una qualitá o un nome affibbiato qui. Ci fanno i pavimenti , i tetti, gli oggetti e i rivestimenti delle case. E anche se alla fine tutta questa losa conferisce alle case della valle un aspetto un pó grigio, avere una casa in pietra é veramente qualcosa di superbo. Intanto qui ho riempito tutto di cestini, ho comprato vecchi attrezzi valdostani ai mercatini che ho sparpagliato per casa, ho inchiodato alla parete i vecchi sci di legno di mio padre e le piccozze dello zio Giulio e messo tendine " leziose e inutili" alle finestre. Sto anche curando personalmente il progetto bagno. Da 2anni. Ma non abbiamo fretta...
Insomma, per tornare ai vagabondi , che li possa beccá un fulmine! Oltre all'ammazzata per ripulire casa, abbiamo dovuto ricomprare materassi, cuscini, asciugamani e altre 100 corsette del bazzo, con il risultato che stó giochetto ha messo a dura prova il budget delle vacanze.
Piú ci penso e piú mi sale la carogna!
sabato 10 agosto 2013
Genetliaco, sushi e valle
Su come, quando e cosa abbiamo trovato qui in casetta di montagna vi racconto poi. La connessione fa schifo , ci metto un tempo quasi biblico per scrivere un post, quindi ora ne scrivo uno breve, poi mi dilungherò su l'altro appena scendo ad Aosta e la connessione torna ad essere una cosa degna di essere chiamata internet e non "cricetochecorrenellarotella". In effetti nemmeno so se riuscirò a finire e postare questo e nemmeno correggerò eventuali errori. Impossibile rivedere e sistemare. Si rischia la perdita totale di quanto appena scritto...
Ieri l'adolescente ha compiuto 15 anni. Io ho compiuto 15 anni in più da quando è nato. Pensiero cretino ma sufficiente per farti prendere un colpo!
E per il suo compleanno " sfigato" perchè non aveva nessun amico, perchè gli tocca festeggiarlo qui, costretto a vivere in una baita, in mezzo alle montagne e non sul bordo di una piscina e soprattutto perchè , per un motivo inspiegabile, costretto anche a camminare in salita, per tutti questi motivi quindi, ha cominciato da giorni prima ad elencare una serie di richieste.
La prima di essere svegliato con le frittelle American style, i pancakes sommersi di sciroppo d'acero, di andare a mangiare sushi, di ricevere una cospicua somma di denaro, di fare una mega-grigliata la sera con tutti i nostri parenti valdostani, di poter arrostire toffolette sul fuoco, vedere fino a notte fonda gli episodi scaricati di "the big bang theory" e svariate altre cossette, come non rispondere personalmente al telefono per gli auguri, ma di farle smistare a me.
Quindi abbiamo consumato dell'ottimo sushi nelosto che a me sembrava il più lontano in assoluto dal concetto sushi. Qui dove il consumo di burro procapite è di circa 10 kg a testa all'anno e dove i formaggi stagionano indisturbati nelle grotte. In questa valle dove anche la panna ha una festa tutta sua e dove in questa stagione, fino all'autunno , le mucche combattono in tornei con un pubblico degno di una finale di coppa. In Valle d' Aosta, forse, l'unico pesce consumato tradizionalmente è la trota. Ma forse nemmeno troppo.
Prendere il sushi con le bacchette e immergerlo nella salsa, mentre dalla finestra del ristorante puoi ammirare le varie vette che circondano Aosta, devo dire che ha un gusto tutto speciale.
L' adolescente se n'è è altamente fregato del panorama, del contesto e del consumo di burro procapite e si è strafogato. Io ho ringraziato di non aver trovato fettine di fontina sotto il salmone. Al "sushi
concio" non ero ancora pronta.
Ieri l'adolescente ha compiuto 15 anni. Io ho compiuto 15 anni in più da quando è nato. Pensiero cretino ma sufficiente per farti prendere un colpo!
E per il suo compleanno " sfigato" perchè non aveva nessun amico, perchè gli tocca festeggiarlo qui, costretto a vivere in una baita, in mezzo alle montagne e non sul bordo di una piscina e soprattutto perchè , per un motivo inspiegabile, costretto anche a camminare in salita, per tutti questi motivi quindi, ha cominciato da giorni prima ad elencare una serie di richieste.
La prima di essere svegliato con le frittelle American style, i pancakes sommersi di sciroppo d'acero, di andare a mangiare sushi, di ricevere una cospicua somma di denaro, di fare una mega-grigliata la sera con tutti i nostri parenti valdostani, di poter arrostire toffolette sul fuoco, vedere fino a notte fonda gli episodi scaricati di "the big bang theory" e svariate altre cossette, come non rispondere personalmente al telefono per gli auguri, ma di farle smistare a me.
Quindi abbiamo consumato dell'ottimo sushi nelosto che a me sembrava il più lontano in assoluto dal concetto sushi. Qui dove il consumo di burro procapite è di circa 10 kg a testa all'anno e dove i formaggi stagionano indisturbati nelle grotte. In questa valle dove anche la panna ha una festa tutta sua e dove in questa stagione, fino all'autunno , le mucche combattono in tornei con un pubblico degno di una finale di coppa. In Valle d' Aosta, forse, l'unico pesce consumato tradizionalmente è la trota. Ma forse nemmeno troppo.
Prendere il sushi con le bacchette e immergerlo nella salsa, mentre dalla finestra del ristorante puoi ammirare le varie vette che circondano Aosta, devo dire che ha un gusto tutto speciale.
L' adolescente se n'è è altamente fregato del panorama, del contesto e del consumo di burro procapite e si è strafogato. Io ho ringraziato di non aver trovato fettine di fontina sotto il salmone. Al "sushi
concio" non ero ancora pronta.
martedì 6 agosto 2013
La minestra sul tetto che scotta
Ore 9.00. Sul fornello già sta cuocendo riso e lenticchie. Anche se la stagione è più da pomodori e tonno, a l'homino, a me e all'adolescente piace molto ( all'homo meno perchè è repellente alle minestre). Solitamente non sono così solerte nel preparare il pranzo, non sono di quelle ( che riscuotono da parte mia ammirazione e invidia) che la mattina al lavoro: " ho già preparato il sugo..."
Però vista la combinazione di caldo fotonico+minestra gennaio style, la preparazione mattutina si rende necessaria. Anche perchè in questa stagione la minestra va servita fredda, si, proprio come la vendetta...
Quindi una volta cotta la travaso in una bella insalatiera capiente e la metto li a freddare con tutta calma. Dopo quasi 2h era ancora tiepidina!! Ma verso ora di pranzo era perfetta, di temperatura e di consistenza. Un filo di olio, una spolverata di parmigiano e già pregustavamo il nostro pranzo.
Essendosi svegliato in giusto orario di pranzo, l'adolescente si presenta in cucina.
Veniva in quel momento informato dalla medesima sulla composizione del pranzo, facendo ingenuamente anche richiesta di aiuto per l'mpiattamento e nella organizzazione della tavola, non lesinando particolari sulla preparazione e sui tempi di raffreddamento, indicando anche la sola necessità di un filo d' olio e poco parmigiano.
L' adolescente rispondeva con un laconico e quanto assente "ok" che doveva farmi capire la sua non totale presenza mentale, ma io , in totale senità mi dirigevo al bagno per tornare solo dopo pochi minuti.
Tavola apparecchiata. Ok.
Minestra nei piatti. Ok.
Calda?????????
" l'ho passata un pò nel microonde...era fredda!"
Però vista la combinazione di caldo fotonico+minestra gennaio style, la preparazione mattutina si rende necessaria. Anche perchè in questa stagione la minestra va servita fredda, si, proprio come la vendetta...
Quindi una volta cotta la travaso in una bella insalatiera capiente e la metto li a freddare con tutta calma. Dopo quasi 2h era ancora tiepidina!! Ma verso ora di pranzo era perfetta, di temperatura e di consistenza. Un filo di olio, una spolverata di parmigiano e già pregustavamo il nostro pranzo.
Essendosi svegliato in giusto orario di pranzo, l'adolescente si presenta in cucina.
Veniva in quel momento informato dalla medesima sulla composizione del pranzo, facendo ingenuamente anche richiesta di aiuto per l'mpiattamento e nella organizzazione della tavola, non lesinando particolari sulla preparazione e sui tempi di raffreddamento, indicando anche la sola necessità di un filo d' olio e poco parmigiano.
L' adolescente rispondeva con un laconico e quanto assente "ok" che doveva farmi capire la sua non totale presenza mentale, ma io , in totale senità mi dirigevo al bagno per tornare solo dopo pochi minuti.
Tavola apparecchiata. Ok.
Minestra nei piatti. Ok.
Calda?????????
" l'ho passata un pò nel microonde...era fredda!"
domenica 4 agosto 2013
Tu chiamale se vuoi, emozioni.
Io, l' homo e l'homino, siamo sbarcati in un noto parco tematico, pieno di giostre, montagne russe con vari gradi di brivido, migliaia di metri cubi d'acqua pronti per " fracicarti", bambini urlanti con genitori al seguito che si dividevano tra: rassegnati e gasati. L' homo non so dire bene che faccia avesse, io invece ero nella categoria dei gasati...
Il problema é che io sono cresciuta in Belgio, dove i parchi a tema esistevano giá 40 anni fa, mentre noi stavamo ancora con roba livello fiere di paese, " calcinculo", macchinine a scontro e Tagatá ( che resta quest' ultimo,comunque, un mito!).
Le montagne russe, le prime della mia vita, le avró provate intorno ai 4 anni, vicino al mio babbo, contentissimo di portarmi li sopra e lontano da mia madre, contrariata perché mio padre mi stava portando proprio li sopra. Ahó, io mi sono imprintata a quel livello di eccitazione e forse é proprio quello il problema. Se una a 4 anni, decide che quel brivido é il suo brivido, poche cose dopo saranno sufficienti per continuare a vivere in uno standart diciamo, normale. Le montagne russe, poi, io le ho cercate per il resto della mia vita e devo dire che mi é riuscito pure piuttosto bene. L'emozione e l'incertezza della salita, l'attesa emozionante, la discesa da urlo, tra paura e gioia, carica di liberazione, il giretto defaticante, allegro e spensierato, l'arrivo con frenata brusca. Cazzo é finita...
Poi ci sono alcune varianti. Quella dove si paga il biglietto ogni volta e quindi al massimo te ne poi rifá un altro di giro e quella del parco a tema, dove paghi un botto all'ingresso ( e potrei parlare un'ora di prezzi pagati in anticipo nella vita), ma dove se vuoi, ti puoi sfinire di salite e discese, basta che rifai la fila...o trafila, a seconda dei casi e delle metafore che volte trovare anche voi con la vostra avventura di vita.
Vabbé ,smetto di divagare con parallelismi spiccioli tra vita e giostre, anzi attrazioni, come vengono chiamate oggi, altrimenti la mia amica Psic si diverte troppo.
La cosa strafiga di ieri invece é stata che l'homino si é rivelato un impavido che nemmeno x ci immaginavamo e devo dire che mi sono sentita ripagata da anni e anni di attesa e frustrazione con l'
adolescente, il quale se n' é strafregato dei parchi a tema e delle " attrazioni", ha bocciato qualsiasi mio lancio entusiastico sotto giostre che dicevano solo: "salimi! salimi!" con un fermi e tranquilli " no, vai da sola!". Tanto per farvi capire...per lui il ponte tibetano le parco giochi, quello che collega di solito una triste torre ad un triste scivolo, ecco, quello era un pericolo vero, da affrontare con urli e pianti oppure da ignorare totalmente ( ovviamente le volte in cui lo affrontava era solo perché io gli rompevo i maroni fino allo sfinimento). Salvo poi, il giorno del suo decimo compleanno, lasciarci senza parole perché ha completato un percorso avventura devo dire , di tutto rispetto. Con ponte tibetano vero, carrucole e passaggi complicatissimi. Tutto a oltre 5/6mt da terra...episodio mai piú ripetuto. Fatto, finito, archiviato.
L'homino ieri si é sparato quasi tutte le attrazioni, eccitato , spaventato, divertito e assolutamente senza smettere di parlare un istante.
Noi pure. Il papá ne avrebbe evitate almeno la metá. Il figlio lo ha costretto. Ne é venuta fuori una serata meravigliosa. Tra l' altro, se mai vi venga voglia di provare tale esperienza, vi consiglio sempre il biglietto serale. Lo abbiamo anche in altri parchi. Costa la metá , non fa caldo e dalle 17.00 alle 23.00( ma alcuni anche alle 24.00) c' é tutto il tempo per fare le attrazioni a volte anche senza un briciolo di fila. Portatevi un cambio.
Il problema é che io sono cresciuta in Belgio, dove i parchi a tema esistevano giá 40 anni fa, mentre noi stavamo ancora con roba livello fiere di paese, " calcinculo", macchinine a scontro e Tagatá ( che resta quest' ultimo,comunque, un mito!).
Le montagne russe, le prime della mia vita, le avró provate intorno ai 4 anni, vicino al mio babbo, contentissimo di portarmi li sopra e lontano da mia madre, contrariata perché mio padre mi stava portando proprio li sopra. Ahó, io mi sono imprintata a quel livello di eccitazione e forse é proprio quello il problema. Se una a 4 anni, decide che quel brivido é il suo brivido, poche cose dopo saranno sufficienti per continuare a vivere in uno standart diciamo, normale. Le montagne russe, poi, io le ho cercate per il resto della mia vita e devo dire che mi é riuscito pure piuttosto bene. L'emozione e l'incertezza della salita, l'attesa emozionante, la discesa da urlo, tra paura e gioia, carica di liberazione, il giretto defaticante, allegro e spensierato, l'arrivo con frenata brusca. Cazzo é finita...
Poi ci sono alcune varianti. Quella dove si paga il biglietto ogni volta e quindi al massimo te ne poi rifá un altro di giro e quella del parco a tema, dove paghi un botto all'ingresso ( e potrei parlare un'ora di prezzi pagati in anticipo nella vita), ma dove se vuoi, ti puoi sfinire di salite e discese, basta che rifai la fila...o trafila, a seconda dei casi e delle metafore che volte trovare anche voi con la vostra avventura di vita.
Vabbé ,smetto di divagare con parallelismi spiccioli tra vita e giostre, anzi attrazioni, come vengono chiamate oggi, altrimenti la mia amica Psic si diverte troppo.
La cosa strafiga di ieri invece é stata che l'homino si é rivelato un impavido che nemmeno x ci immaginavamo e devo dire che mi sono sentita ripagata da anni e anni di attesa e frustrazione con l'
adolescente, il quale se n' é strafregato dei parchi a tema e delle " attrazioni", ha bocciato qualsiasi mio lancio entusiastico sotto giostre che dicevano solo: "salimi! salimi!" con un fermi e tranquilli " no, vai da sola!". Tanto per farvi capire...per lui il ponte tibetano le parco giochi, quello che collega di solito una triste torre ad un triste scivolo, ecco, quello era un pericolo vero, da affrontare con urli e pianti oppure da ignorare totalmente ( ovviamente le volte in cui lo affrontava era solo perché io gli rompevo i maroni fino allo sfinimento). Salvo poi, il giorno del suo decimo compleanno, lasciarci senza parole perché ha completato un percorso avventura devo dire , di tutto rispetto. Con ponte tibetano vero, carrucole e passaggi complicatissimi. Tutto a oltre 5/6mt da terra...episodio mai piú ripetuto. Fatto, finito, archiviato.
L'homino ieri si é sparato quasi tutte le attrazioni, eccitato , spaventato, divertito e assolutamente senza smettere di parlare un istante.
Noi pure. Il papá ne avrebbe evitate almeno la metá. Il figlio lo ha costretto. Ne é venuta fuori una serata meravigliosa. Tra l' altro, se mai vi venga voglia di provare tale esperienza, vi consiglio sempre il biglietto serale. Lo abbiamo anche in altri parchi. Costa la metá , non fa caldo e dalle 17.00 alle 23.00( ma alcuni anche alle 24.00) c' é tutto il tempo per fare le attrazioni a volte anche senza un briciolo di fila. Portatevi un cambio.
martedì 30 luglio 2013
Lo IUS Adolescentia
Se in questo periodo di silenzio alcune cose sono cambiate, altre invece ristagnano immobili in un continuum di identicitá. Il nano per esempio, non posso piú effigiarlo in tal modo essendo egli cresciuto non poco. In altezza (ma non in peso) , in evoluzione e abilitá varie, in linguaggio e ragionamento, tanto da meritarsi il titolo di "homino". Magari con il linguaggio dobbiamo ancora sistemare qualcosa peró... L'adolescente invece non posso ancora smettere di chiamarlo cosí. Primo perché ce sta ancora dentro de brutto, secondo perché come ancora appartenente alla fascia d'etá compresa tra i 12 e i 16 , gli spetta di diritto.
Ancora risponde acido e in netta contraddizione, di default , a prescindere dall' argomento e dalla propria posizione ( a volte nemmeno si accorge di essere d'accordo con la "controparte" , tra l'altro quasi sempre rappresentata da me o da un prof a caso). Si sente sempre, dico sempre, tirato in causa, chiara manifestazione dell' egocentrismo adolescenziale. Ma questo porta inevitabilmente a : 1- si impiccia di ogni cosa e vuole dire la sua su tutto. 2- si convince di essere al centro di una congiura architettata alle sue spalle a scelta tra: i suoi migliori amici, noi, i professori, i suoi non migliori amici, suo fratello, il condominio, eventuali conoscenti e passanti. 3 non afferra al volo l'argomento, si tira in ballo da solo, ( sostenendo di essere l' argomento della discussione) e con atteggiamento da coda di paglia comincia a dire: " che cosa c'é? che cosa vuoi?che cosa ho fatto?" , unito al movimento della mano tipico.
Ogni volta che gli viene fatta notare una cosa, guarda in alto con movimento rotatorio degli occhi, emettendo un mugolio che ha come unica lettera la M...mmmmmmmmh, che sfocia poi nell'invetabile " mmmmmmmammmamiaaaaaa".
Dorme in una cuccia. Ammucchia chili di vestiti sulla sedia. Puzza. Mangerebbe schifezze (ma in questo non è lasciato esprimersi). Vede serie americane buttato sul divano. Pratica sport con una voglia pari a quella che ha un condannato di andare verso il patibolo. Autonomia nello studio, questa sconosciuta.
Per il resto é adorabile. Per quello che avanza dopo che gli ormoni hanno fatto man bassa dei neuroni, ovvio.
Ancora risponde acido e in netta contraddizione, di default , a prescindere dall' argomento e dalla propria posizione ( a volte nemmeno si accorge di essere d'accordo con la "controparte" , tra l'altro quasi sempre rappresentata da me o da un prof a caso). Si sente sempre, dico sempre, tirato in causa, chiara manifestazione dell' egocentrismo adolescenziale. Ma questo porta inevitabilmente a : 1- si impiccia di ogni cosa e vuole dire la sua su tutto. 2- si convince di essere al centro di una congiura architettata alle sue spalle a scelta tra: i suoi migliori amici, noi, i professori, i suoi non migliori amici, suo fratello, il condominio, eventuali conoscenti e passanti. 3 non afferra al volo l'argomento, si tira in ballo da solo, ( sostenendo di essere l' argomento della discussione) e con atteggiamento da coda di paglia comincia a dire: " che cosa c'é? che cosa vuoi?che cosa ho fatto?" , unito al movimento della mano tipico.
Ogni volta che gli viene fatta notare una cosa, guarda in alto con movimento rotatorio degli occhi, emettendo un mugolio che ha come unica lettera la M...mmmmmmmmh, che sfocia poi nell'invetabile " mmmmmmmammmamiaaaaaa".
Dorme in una cuccia. Ammucchia chili di vestiti sulla sedia. Puzza. Mangerebbe schifezze (ma in questo non è lasciato esprimersi). Vede serie americane buttato sul divano. Pratica sport con una voglia pari a quella che ha un condannato di andare verso il patibolo. Autonomia nello studio, questa sconosciuta.
Per il resto é adorabile. Per quello che avanza dopo che gli ormoni hanno fatto man bassa dei neuroni, ovvio.
domenica 28 luglio 2013
Periodi...
Ci sono periodi belli, altri così così, alcuni positivi e altri creativi. Ci sono anche quelli stimolanti e altri tristi e inconcludenti. E poi ci sono i periodi di merda. Spero di esserne fuori. O quasi....
venerdì 26 aprile 2013
no che poi ci sono...
solo che sono caduta in un buco un pò profondo di scazzo , tristezza e nervosismo. quando ne esco ricomicio...voi ogni tanto passate. cmq avvertirò tutti i miei 15 lettori fissi, uno ad uno. promesso.
martedì 23 ottobre 2012
Piccolo parcheggio degli orrori
Allora ci sono queste 3 signore attempate che decidono di parcheggiare in una zona dove non ci sono parcheggi. Ne vedono uno e fiondano l'amica del sedile dietro ad occuparlo con il tipico gesto romano dell'occupazione di area parcheggiabile ( tanto perchè venivo io dietro). L'amica guidante, chiaccherando a tutta callara con l'amica, ingrana la retromarcia e parte. L'amica occupante, nel medesimo istante, cade a faccia in avanti dentro l'area di parcheggio , senza via di fuga.
Io mi metto ad urlare suonare come una pazza...la signora guidante che fa?
Invece di darmi retta, continua la sua retromarcia inveendo contro di me, convinta che le voglia soffiare il parcheggio...mi ca si ferma!
Alla fine riesco ad aprire lo sportello continuando a suonare con una mano il clacson e quella si ferma...ad un cm dalla capoccia dell'amica stesa sull'asfalto.
Urlando e suonando sono riuscita a rallentare la marcia indietro della tipa. Ma ci ha messo 10 minuti per ringraziarmi. Continuava a dire che non mi dava retta perchè convinta che io volessi il suo parcheggio...la signora quasi investita invece mi ha abbracciata. Ha detto che oggi pensava fosse arrivato il suo giorno.
Voglio pensare che il ritardo di questo incarico e la mia situazione di disoccupata temporanea ( ma forse nemmeno tanto temporanea), abbia portato a qualcosa di buono.
Varrebbe un titolo di giornale: " Professoressa precaria , disoccupata, salva la vita di una pensionata".
Che poi viene da chiedermi, a noi precari la vita chi ce la salva?
Vabbè, portiamo a casa il miracolo e almeno per oggi cerco di sentirmi una persona utile.
Io mi metto ad urlare suonare come una pazza...la signora guidante che fa?
Invece di darmi retta, continua la sua retromarcia inveendo contro di me, convinta che le voglia soffiare il parcheggio...mi ca si ferma!
Alla fine riesco ad aprire lo sportello continuando a suonare con una mano il clacson e quella si ferma...ad un cm dalla capoccia dell'amica stesa sull'asfalto.
Urlando e suonando sono riuscita a rallentare la marcia indietro della tipa. Ma ci ha messo 10 minuti per ringraziarmi. Continuava a dire che non mi dava retta perchè convinta che io volessi il suo parcheggio...la signora quasi investita invece mi ha abbracciata. Ha detto che oggi pensava fosse arrivato il suo giorno.
Voglio pensare che il ritardo di questo incarico e la mia situazione di disoccupata temporanea ( ma forse nemmeno tanto temporanea), abbia portato a qualcosa di buono.
Varrebbe un titolo di giornale: " Professoressa precaria , disoccupata, salva la vita di una pensionata".
Che poi viene da chiedermi, a noi precari la vita chi ce la salva?
Vabbè, portiamo a casa il miracolo e almeno per oggi cerco di sentirmi una persona utile.
venerdì 21 settembre 2012
Storie di libri
Quest'anno ho fatto una scelta ecologica ed economica e ho comprato all'adolescente tutti i libri usati.
Anche perchè al famoso bar di cui prima, li vendono in buono stato e a buon prezzo , senza andare a fare file e a sbattersi chissà dove.
Stasera ho rivestito, foderato e ricopertinato tutti i libri.
Quasi una paratica zen.
Il corso di restauro del libro fatto n* mila anni fa, finalmente è servito a qualcosa
La cosa che mi ha portato a riflettere è stato il trovare alcuni libri lesionati gravemente nelle parti esterne ma totalmente integri nel loro interno.
Dentro non un segno, nemmeno una sottolineatura. Solo qualche disegnino.
Quindi ho pensato: "ma starò ricopertinando il libro di un ciuccio che ha abbandonato la scuola dopo aver lottato mesi con lo zainetto, oppure in questa scuola non si apre un libro?"
E quest'ultima cosa l'ho pensata con un rivolo di sudore gelido lungo la schiena.
Anche se usati, i libri risalgono al massimo allo scorso anno, da quando, per legge scolastica, tutti i testi devono avere l'estenzione on-line.
Estenzione che nessuno andrà mai a vedere, sospetto.
Il libro di matematica non aveva piû la copertina, ma dentro era quasi intonso. La ragazza, ex propietaria, non doveva avere un gran rapporto con i numeri.
Quello di chimica aveva nell'indice una specie di tabella di marcia, con giorni , date egiudizi autogiudizi, ( tipo Benissimo, Non tanto bene , Ripassare, Male ecc.), lche raccontavano un periodo di ripasso in previsione di un debito da saldare in settembre. Ad un certo punto la tabella si interrompe bruscamente, circa ad agosto. Dentro, nei vari capitoli, nessuna traccia di studio.
Il libro di fisica aveva evidenti tracce di uno smalto rosso Chanel. Studiare fisica con lo smalto fresco è lotta impari. O sopravvive il neutrino o lo smalto. A giudicare dallo stato quasi integro del libro, è sopravvissuto lo smalto.
Spero che l' adolescente ne faccia un uso migliore, oppure mi vedrò costretta a scrivere messaggi criptati ai genitori che acquisteranno in futuro questi libri ( che ornai grazie al mio intevento di restauro saranno indistruttibili). Per renderli criptati basterà scriverli in italiano corretto.
" adesso che hai comprato questo libro , la maledizione si attaccherà alla tua famiglia. Tua figlia non la smetterà più di mettere smalto rosso e guarderà solo il concorso delle veline in tv. Tuo figlio comincerà a compilare tabelle di studio che non completerà mai. Tu pensavi ad in futuro da agronomo, da biologo o da veterinario vero? Putroppo hai comprato il libro sbagliato..."
Anche perchè al famoso bar di cui prima, li vendono in buono stato e a buon prezzo , senza andare a fare file e a sbattersi chissà dove.
Stasera ho rivestito, foderato e ricopertinato tutti i libri.
Quasi una paratica zen.
Il corso di restauro del libro fatto n* mila anni fa, finalmente è servito a qualcosa
La cosa che mi ha portato a riflettere è stato il trovare alcuni libri lesionati gravemente nelle parti esterne ma totalmente integri nel loro interno.
Dentro non un segno, nemmeno una sottolineatura. Solo qualche disegnino.
Quindi ho pensato: "ma starò ricopertinando il libro di un ciuccio che ha abbandonato la scuola dopo aver lottato mesi con lo zainetto, oppure in questa scuola non si apre un libro?"
E quest'ultima cosa l'ho pensata con un rivolo di sudore gelido lungo la schiena.
Anche se usati, i libri risalgono al massimo allo scorso anno, da quando, per legge scolastica, tutti i testi devono avere l'estenzione on-line.
Estenzione che nessuno andrà mai a vedere, sospetto.
Il libro di matematica non aveva piû la copertina, ma dentro era quasi intonso. La ragazza, ex propietaria, non doveva avere un gran rapporto con i numeri.
Quello di chimica aveva nell'indice una specie di tabella di marcia, con giorni , date e
Il libro di fisica aveva evidenti tracce di uno smalto rosso Chanel. Studiare fisica con lo smalto fresco è lotta impari. O sopravvive il neutrino o lo smalto. A giudicare dallo stato quasi integro del libro, è sopravvissuto lo smalto.
Spero che l' adolescente ne faccia un uso migliore, oppure mi vedrò costretta a scrivere messaggi criptati ai genitori che acquisteranno in futuro questi libri ( che ornai grazie al mio intevento di restauro saranno indistruttibili). Per renderli criptati basterà scriverli in italiano corretto.
" adesso che hai comprato questo libro , la maledizione si attaccherà alla tua famiglia. Tua figlia non la smetterà più di mettere smalto rosso e guarderà solo il concorso delle veline in tv. Tuo figlio comincerà a compilare tabelle di studio che non completerà mai. Tu pensavi ad in futuro da agronomo, da biologo o da veterinario vero? Putroppo hai comprato il libro sbagliato..."
lunedì 17 settembre 2012
In una settimana
L'adolescente non riempie più il letto di ogni cosa, non puzza nemmeno più tanto, si lava e si cambia 2/3volte al giorno.
L'adolescente si prepara i vestiti la sera, improvvisando sfilate e chiedendo consigli sui colori.
L'adolescente va a letto presto.
Ha deciso di sua spontanea volontà di alzarsi prima per prendere l'autobus delle 7.05 e arrivare puntuale a scuola.
Si prepara lo zaino la sera prima, rimette a posto quasi tutti i libri nella libreria e consulta il diario per non sbagliare.
L'adolescente mi chiede cosa mangiare e a tratti riemergono toni che ricordano la sua dolcezza da bambino.
L'adolescente ha scoperto i piaceri insani della macchinetta del caffè di scuola e non vuole che lo vada prendere alle 14.00 perchè deve tornare con gli amici.
L'adolescente oggi mi ha chiesto scusa perchè poco prima aveva alzato la voce con me , mi ha aiutato nel we a rimettere a posto la loro camera e non vede l'ora di tornare a kick boxing per "lavorare sugli addominali".
L'adolescente in una settimana di scuola superiore è cambiato e non è che mi manchi tantissimo quello di prima. Mi piace questo adolescente nuovo...
L'adolescente si prepara i vestiti la sera, improvvisando sfilate e chiedendo consigli sui colori.
L'adolescente va a letto presto.
Ha deciso di sua spontanea volontà di alzarsi prima per prendere l'autobus delle 7.05 e arrivare puntuale a scuola.
Si prepara lo zaino la sera prima, rimette a posto quasi tutti i libri nella libreria e consulta il diario per non sbagliare.
L'adolescente mi chiede cosa mangiare e a tratti riemergono toni che ricordano la sua dolcezza da bambino.
L'adolescente ha scoperto i piaceri insani della macchinetta del caffè di scuola e non vuole che lo vada prendere alle 14.00 perchè deve tornare con gli amici.
L'adolescente oggi mi ha chiesto scusa perchè poco prima aveva alzato la voce con me , mi ha aiutato nel we a rimettere a posto la loro camera e non vede l'ora di tornare a kick boxing per "lavorare sugli addominali".
L'adolescente in una settimana di scuola superiore è cambiato e non è che mi manchi tantissimo quello di prima. Mi piace questo adolescente nuovo...
giovedì 13 settembre 2012
Pioggia mattutina. Sclero!
Se c' è una cosa che mi salire l'angoscia a livelli insopportabili, da quando l'adolescente va a scuola da solo, è alzarmi la mattina presto e sentire lo scroscio della pioggia fuori.
Mi appanica letteralmente. Mi fa sembrare tutto tremendo e apocalittico.
Me lo vedo camminare piegato in avanti, contro la pioggia, bagnato e in difficoltà.
A lui invece non importa proprio niente, come non importava a me alla sua etá, come non importava niente a mia madre e a circa il 70/80 % delle madri.
Piove, si cammina sotto la pioggia con l'ombrello e se ci si bagna, ci si asciuga.
Bella prova, per una che pensa a Londra come unica alternativa possibile di vita decente...
E invece, la pioggia mangia-adolescenti, mi rende tremendamente madre italica.
Lui, l'adolescente, pur fregandosene dell'ipotesi " fracicata", se ne approfitta e cerca di sfilare il passaggio in macchina, facendo leva sulla sindrome del pulcino bagnato.
Quindi stamattina, quando alle 6.00 ho sentito venire giù le catinellate di acqua, subito ho pensato di portarlo nuovamente io a scuola, se non fosse che, la nuova scuola, pur essendo in linea d'aria non lontana, per raggiungerla bisogna prima affrontare due nodi di ingorghi e uno dei mostri sacri del traffico romano, via di Tor Carbone.
E affrontare il tutto stamattina, che a Roma iniziavano ufficialmente tutte le scuole, non m'ha retto.
Quindi l'ho accompagnato a piedi fino alla fermata del bus, dopo aver preso la metro insieme.
Condividere la pioggia mi ha fatto stare meglio. Ditemi voi a cosa è servito?
Oltre a spendere 3 euro intendo.
Niente, solo ad alleggerire le mie ansie. Anche perchè , giustamente, quello si è risentito : "o mi porti in macchina , e ha un senso , oppure non mi ti accolli, che poi mi vuoi pure baciare alla fermata del bus..."
Vorrei spendere però due parole sulla frequenza e distribuzione degli autobus a Roma, la mattina, su una linea che serve 3/4 scuole grandi, ma poi sembro polemica. L'adolescente , da ragazzo navigato che ha visto e ha viaggiato, stamattina ha detto: "certo che se usi per un pò gli autobus a Londra, ti accorgi poi della differenza con Roma".
Ecco cara Atac, che mi aumenti il biglietto ma poi lasci il servizio così com'è, non ci siamo.
Adesso anche l'adolescente se n'è accorto e insieme a lui , tanti altri ragazzini , che poi sono quelli che usano di più questo servizio.
Dio, come mi sento sempre 10 passi indietro alla civiltà!
Tanto per la cronaca, dopo scuola, è tornato da solo tranquillo e sicuro.
Altra notizia di servizio, il nano è rientrato oggi all'asilo e, trrrrrrrrrrrrrr ( rullo di tambuti) , non ha versato una sola lacrima. Ci ha anche fatto " ciao, ciao " con la manina.
Poi su questo avrò comunque da scrivere.
Mi appanica letteralmente. Mi fa sembrare tutto tremendo e apocalittico.
Me lo vedo camminare piegato in avanti, contro la pioggia, bagnato e in difficoltà.
A lui invece non importa proprio niente, come non importava a me alla sua etá, come non importava niente a mia madre e a circa il 70/80 % delle madri.
Piove, si cammina sotto la pioggia con l'ombrello e se ci si bagna, ci si asciuga.
Bella prova, per una che pensa a Londra come unica alternativa possibile di vita decente...
E invece, la pioggia mangia-adolescenti, mi rende tremendamente madre italica.
Lui, l'adolescente, pur fregandosene dell'ipotesi " fracicata", se ne approfitta e cerca di sfilare il passaggio in macchina, facendo leva sulla sindrome del pulcino bagnato.
Quindi stamattina, quando alle 6.00 ho sentito venire giù le catinellate di acqua, subito ho pensato di portarlo nuovamente io a scuola, se non fosse che, la nuova scuola, pur essendo in linea d'aria non lontana, per raggiungerla bisogna prima affrontare due nodi di ingorghi e uno dei mostri sacri del traffico romano, via di Tor Carbone.
E affrontare il tutto stamattina, che a Roma iniziavano ufficialmente tutte le scuole, non m'ha retto.
Quindi l'ho accompagnato a piedi fino alla fermata del bus, dopo aver preso la metro insieme.
Condividere la pioggia mi ha fatto stare meglio. Ditemi voi a cosa è servito?
Oltre a spendere 3 euro intendo.
Niente, solo ad alleggerire le mie ansie. Anche perchè , giustamente, quello si è risentito : "o mi porti in macchina , e ha un senso , oppure non mi ti accolli, che poi mi vuoi pure baciare alla fermata del bus..."
Vorrei spendere però due parole sulla frequenza e distribuzione degli autobus a Roma, la mattina, su una linea che serve 3/4 scuole grandi, ma poi sembro polemica. L'adolescente , da ragazzo navigato che ha visto e ha viaggiato, stamattina ha detto: "certo che se usi per un pò gli autobus a Londra, ti accorgi poi della differenza con Roma".
Ecco cara Atac, che mi aumenti il biglietto ma poi lasci il servizio così com'è, non ci siamo.
Adesso anche l'adolescente se n'è accorto e insieme a lui , tanti altri ragazzini , che poi sono quelli che usano di più questo servizio.
Dio, come mi sento sempre 10 passi indietro alla civiltà!
Tanto per la cronaca, dopo scuola, è tornato da solo tranquillo e sicuro.
Altra notizia di servizio, il nano è rientrato oggi all'asilo e, trrrrrrrrrrrrrr ( rullo di tambuti) , non ha versato una sola lacrima. Ci ha anche fatto " ciao, ciao " con la manina.
Poi su questo avrò comunque da scrivere.
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