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venerdì 3 agosto 2012

Le nuove famiglie

Il nano e nanacaterpillar si amano. Solo che lei, da buona caterpillar, non lo da troppo a vedere.
Lei è pratica, cazzuta e risoluta. O si fa come voglio io o evacuare please.
Il nano è romantico, precisino e idealista. E pure tendente alla lacrima facile.
Cozzano.
Però quando giocano a marito e moglie,  tutto si risolve.
Si chiamano amore e tesoro , si danno i bacini, cucinano e accudiscono la "figliola", quasi sempre la povera gnomaballerina , la quale acconsente a ricoprire questo ruolo,  forse perchè consapevole che per amore della prole quei 2 vanno daccordo...
Il nano ha la fissa delle case,  non so se lo avevo già detto.
Ha un bisogno fisico di tetto, spazio,  luogo. E mette sempre la porta, ovunque.
Quindi, quando iniziano il gioco della famiglia, la prima cosa che il nano fa è quella di stabilire l'area domestica. Delimita,  arreda e fissa lo spazio del nido d'amore.
La coppia disomogenea poi puntualmente, si ficca a letto, lo facevano già da piccolissimi, anche al nido ci raccontavano.
Sono di quellli che risolvono così le incomeprensioni. Noi ci ridiamo...per ora!
L'altra volta si sono messi nel letto con il "figliolo" nel mezzo. Un bambolotto che hanno portato a dormire con loro, altrimenti "piangeva", hanno detto.
Poi arriva il crac. Scazzano per un motivo,  quasi sempre ignoto e la coppia scoppia.
Da li inizia un'escalation di incomprensioni e ripicche,  tipiche fasi di un matrimonio finito.
Gnomaballlerina non sembra aver riportato gravi traumi dal puntuale e repentino smembrarsi della sua famiglia.
Ieri ho raggiunto mammapaguro nella residenza estiva a Montecozzio (come lo chiama il nano).
Nella foga di correre da lei per infilare conchiglie (che non abbiamo fatto), per far dipingere i bimbi sul grande telo, (che non abbiamo fatto), metteci lo smalto, (che non abbiamo fatto) e chiaccherare (che abbiamo fatto), ho parcheggiato la macchina e non ho visto la sbarra bianca su un lato. Non mi sono accorta che faceva parte di un officina e quando la sono andata a riprendere la sera, era chiusa nel recinto.
Il nano ha cominciato a piangere, a fiume, dicendo che  non poteva lasciare la sua macchina a Montecozzio, tutta sola.
Ma papàteutonico, perchè mica si chiama così per caso,  ha sistemanto tutto e stamattina, nemmeno alle 9,00, la macchina era già "parcheggiata sulla Tuscolana, all'altezza del negozio 1000 cose  a 1000", come scritto su sms che mi ha mandato.
Io e mammapaguro, siamo tornate a Roma con la sua 600, carica di bambini urlanti e piangenti (solo uno in verità).
Ma al casello dell'autostrada,  mentre mammapaguro metteva i 60 cent  nell'imbuto del pedaggio, nello stesso momento,  la macchina mangiasoldi del pedaggio invece ha sputato 15 euro, così, senza motivo.
Mammapaguro presa dall'entusiamsmo irrefrenabile, urlava che avevamo così la cena pagata.
Poi guardando i 15 euri siamo scese di pretesa e abbiamo puntanto ad almeno 4 pizze rosse per i bambini, ma poi  abbiamo comprato  15 arrosticini.
Dopo la fortunata raccolta però, la vedevo un pò assente:
"che c'è mammapaguro?"
 MP: " niente...pensavo che forse non ho visto bene e potevano essercene ancora"
"mammapaguro...era il casello della Roma-Napoli, non LasVegas e le macchinette mangiasoldi non sono slot..."
Mammapaguro  però dice che ora è iniziato un periodo buono e che adesso i soldi cominciano a d arrivare e li facciamo girare noi. Lo spread non ci fa più paura....



mercoledì 1 agosto 2012

Il minimo diventa massimo

Da quando l'adolescente è al capus d'inglese, il nano ha preso il sopravvento o come si dice a Roma, s'è proprio allargato!
Dal punto di vista pratico ha occupato abusivamente il piano superiore del letto, ci fa andare anche le sue amiche  e dice che da domani, dove tutto ciò che non è oggi è domani, vuole andare a dormire sopra.
In effetti questo a noi ci fa un pò comodo, altrimenti dobbiamo cambiare letto.
L'adolescente di oltre 70 kg al piano di sopra, di un apparente fragile letto ikea, comincia ad essere troppo.
Il nano adesso usa assiduamente il bagno dell'adolescente. Prima lo snobbava, adesso gli dedica cacche e pipì come ne fosse il proprietario.
Usa i giochi "reliquia" dell'adoelescente, affermando che l'adolescente, "MIO FRATELLO", glieli ha regalati;
sta disteso sul divano occupandolo quasi per intero, godendosela, perchè con l'adolescente tra i piedi lui è costretto all'uso di 1/4 di divano. Adesso 1/4 è per me...
Decide anche i menù dei pranzi e delle cene e soprattutto sceglie l'abbigliamento.
Io sono un pò costernata perchè l'adolescente quando era piccolo, non lo ha mai fatto. In realtà mi piace da morire questo suo gusto in fatto di look, se non fosse che:
1- non vuole più mettere cose belle comprate da me senza la sua presenza/consulenza e non c'è modo da fargli cambiar idea;
2- questo vuol dire che oltre al gene "tutto pulito" ha ereditato dalla nonnadecoccio, anche la fissa per l'abbigliamento. Bene!
Ma soprattutto il nano in questo perido sta evolvendo dal punto di vista lessicale, quasi da far paura.
L'adolescente lo troverà molto cresciuto al suo rientro.
Certo,  gli mancano sempre un sacco di lettere e ha deciso di tenersi stretto degli errori che però,  a quanto pare,  gli piacciono, come "appua" invece di acqua e "pingiamino" invece di pigiamino.
Parla anche, secondo lui, inglese, emettendo una serie di suoni indecifrabili e senza un minimo di senso. Però ieri ha notato che esiste altro oltre l'inglese e l'italiano. Infatti sentendo parlare un gruppo di ragazzi giapponesi, mi ha chiesto: "non parlano ingghese quetti ragazzi vero?".
"No, parlano giapponese".
E si è messo a fissare in faccia una delle ragazze. Ma quando lei gli ha detto: "Ciao!", lui è rimasto perplesso : "non parlano più angioppese adesso?".
 Siccome da un mesetto a questa parte nella sua vita è entrato Robin Hood, non c'è più stato spazio per Zorri e pirati ed impicca, in modo sempre più inquetante, i pupazzi dicendo che lui o è Re Giovanni o è l'eroe di verde vestito, ma sempre Pippo o Winnie Pooh ci rimettono. Porelli, non li posso vedere così...
Tra l'altro , per via dell'inserimento del fuorilegge britannico, (quasi meglio di Zorro devo ammettere),  seguiamo con tifoseria da stadio le Olimpiadi di spada, fioretto e sciabola. Lui esulta ogni volta che si accende una luce,  sia essa nostra o dell'avversario.
Meno male che in questa lunga e indecisa estate ci sta salvando Londra 2012.
Non abbiamo ancora idea di dove andare...

mercoledì 11 luglio 2012

In villaggio se po fa...

Io e mammapaguro siamo in vacanza. Che poi vacanza è una parola grossa. Ma comunque siamo in una situazione di possibile vacanza. Abbiamo scelto un villaggio, bello, comodo e organizzato in modo da agevolare qualsiasi relax. E il mare è dentro, ma proprio dentro. Niente sottopassi, niente attraversamenti. Comodo. Ma il mare quasi non ci nteressa. Abbiamo 4 piscine! 2 piscine baby e 2 piscine grandi. La più grande e bella, è di acqua salata. Non so come spiegarlo, ma è 'na figata! Quindi il mare è diventato obsoleto, malgrado la sabbia, i sassi belli, le conchiglie, i granchietti e gli ombrelloni di paglia enormi e freschi.  Mi sa che alla fine noi siamo veramente da villaggio. Per anni ho rifiutato questa ipotesi, l'ho schifata veramente. Però siccome i figli ti cambiano, sospetto sia cambiato anche questo approccio.  Cioè, non che alla fine sia diventata un' adepta dell' animazione ostinata e caciarona. Quella la schivo tutt' ora. Forse adesso riesco ad apprezzare l'organizzazione full optional di questi posti e il fatto che anche da sola e con figli a carico, in un posto così, riesci a non morire di solitudine e di fatica. E alla fine la sigla dell'animazione la cantiamo tutti. Però noi eravamo avvantaggiati...lo staff dell'animazione è lo stesso dello scorso anno e così la canzoncina " mambo jambo", riecheggiata tutto l'inverno nel cervello, adesso è di nuovo tormentone reale. Con grande gioia del nano che trova gli animatori del " mammo gianno" tremendamente simpatici. Ce la stiamo cavando io e mammapaguro.  Dobbiamo separare il nano da nanacaterpillar 85 volte al giorno, ma sta andando tutto bene. Gnomaballerina è diventata per l'occasione gnomapesciolina e ha deciso che il suo futuro è nel nuoto sincronizzato. L'adolescente bivacca 8 ore al giorno a bordo piscina con lo junior club, cioè con un altro gruppo di suoi simili, tutti con l'aria "sto qui per farvi un favore", tutti con la risata ormonizzata, tutti con lo stesso goliardico senso della vacanza, ovvero, l'avere come unico scopo della vita quello di riuscire a buttare in acqua un altro di loro, meglio se è una femmina isterica/urlante. Ovviamente il tutto alzandosi alle 11.00, grugnendo invece di salutare, mangiando quantitá di cibo maxi a tempo record (con grande stupore di gnomapesciolina) e fuggire immediatamente dopo senza nemmeno levare il piatto. Sospetto che non si lavi con il sopone da giorni, ma in compenso usa immense quantità di deodorante.  Mammapaguro e io avevamo costruito sogni sui corsi di ballo e sulla vasca Jacuzzi tra le palme. Per il momento ci siamo fatte ore di piscina/braccioli e parchetto giochi. Appena arrivate abbiamo letteralemente pregato e impietosito la responsabile del baby club, facendole addirittura cambiare l'età d'ingresso al club. Prendevano dai 5 anni in poi. Per farci un piacere, mossa a pietà e dalla conscenza risalente allo scorso anno, ha fatto cambiare questa regola. Risultato? Tutti e tre gli aventi diritto se ne sono sbattuti al grido comune di " vogliamo restare con voiiiiiiiiiii" e loro si sono ritrovate con nani di 3 anni in più nel miniclub che altrimenti non avrebbero avuto. Adesso ci odiano.  Il bar è meravigliosamente allettante. In stile marocchino, arancione e azzurro, con tende e vetrate bordo piscina, lampade colorate e divanetti loungebar che richiamano come le sirene di Ulisse. E io e mammapaguro al chiodo.  Ieri la mia stupenda e intrapendente compagna di vacanza ha detto basta a tutto questo scempio di mojiti e spritzi che ci passavano davanti e ha deciso che era giunto il momento di interrompere questa moria di sogni spezzati.  Alle 19.00 ha detto decisa: "  Stasera aperitivo sia!". Ella aveva studiato tutta la situazione. Sfruttare l'affaccio del bar sulla piazzetta interna, quindi un posto con un limite preciso e visibile. Sfruttare la stanchezza postpiscina dei nani tutti e sfruttare le bambine che preparavano uno spettacolino, tanto per distrarre quel tanto i piccoli. Il piano ha funzionato. Strisciata la tessera prepagata e serviti i 2 mojito con rustici e fagottini caldi, il nostro entusiamo infantile e un filo isterico ha raggiunto il massimo storico della vacanza. Brindisi, primo indescrivibile succhio al sapore inebriante di menta,lime e rum, battutina simpatica con il barman, morso al panzerottino e luce sbrillucicosa negli occhi, quella di chi si compiace del piano perfettamente riuscito. Fin quando un :  " mamma, devo fare la cacca, subito!!" ha gracchiato come la puntina che slitta su un 33 giri dei Pink Floyd. - Posted using BlogPress from my iPad

sabato 30 giugno 2012

self control

"Adolescenteeee??? MI guardi per favore 10 minuti il nano che sono al bagno????"
............
"Adolescenteeeeeeeeeeeeeeeeeee??????"
.........
"Adolescenteeeee? mi guardi nanooooooooooooo?????"
.....
"Che suscede mammina? Eccomi, pecchè mi chiami?"
"No nano, chiamavo adolescente"
"E pecchè?"
"perchè volevo dirgli di controllarti 10 minuti, ma non mi risponde..."

"appetta, faccio io!"
torna di la.
"Adoelscente?"
"ehhh? mmmfffmm, che vuoi nano?"
"no niette, mi devi guaddare che mamma ha da fare per 10 minuti"

giovedì 28 giugno 2012

Il sonno della frescura genera i mostri

Questa giornata , degna dei fratelli Choen, ve la devo raccontare.
Ovviamente nasce come: "ammazza oggi quante cose belle dobbiamo fare..."(perchè altrimenti non sarebbe diventata quello che è diventata). Il pensiero espresso sopra , era condiviso a metà con la mia amica, mammapaguro.
Ci dobbiamo vedere piuttosto presto. Il mio telefono smette di funzionare e cominciamo a darci buca.
Ok, ci ritroviamo. Il primo appuntamento era per CONFERMARE, in via definitiva, la nostra sognata vacanza. Cominciano degli sms suoi. Primo. la tipa dell'agenzia non arriva ad aprire. Secondo. Ci sono problemi per la vacanza.
Io intanto era intrappolata in una discussione unilaterale con una ex professoressa dell'adolescente che non mi mollava più.
Arrivo in agenzia che ancora annuisco in loop.
 Li mi spiegano che la tipa si è un filo sbagliata. Da aggiungere alla cifra "solo" 450 euri in più.
"Ok tipa, adesso ci trovi qualcosa di uguale al prezzo di prima!" Non si trova niente.
"Tipa. Noi dobbiamo andare in circoscrizione per la carta d'indentità dell'adolescente e per la mensa dei nani. Torniamo dopo"
Foto all'adolescente per la carta d'identità.
"sono pieno di brufoli, mi devi fotoscioppare!!!
"come faccio a fotosciopparti alla macchinetta delle foto? tieni, ho il correttore" e mi metto a spennellare la faccia dell'adolescente.
Dopo 4 pose annullate, solo perchè la macchinetta non ne permette altre, ne sceglie una.
"fico, non si vedono i brufoli!".
"vieni, ti tolgo il correttore"
"no. Me lo tengo. mi copre i brufoli...."
"si, ma si vede!"
"no, non è vero!" ed è andato in giro con il correttore spalmato sul viso per tutto il giorno.
Ovviamente niente carta d'identità. Davano solo 70 numeri e li avevano finiti alle 9,00.
Intanto si era fatta l'ora per andare a prendere i nani all'asilo. Ultimo giorno, ce li rendono a 1/2 giorno. Io e mammapaguro ci chiediamo perchè, visto che comunque domani è festa. Bhò!
 Scena straziante del nano che, caduto in  una crisi depressiva da fine scuola, non ne vuole sapere di mollare le maestre e che ad ogni accenno della frase "buone vacanze", ricomincia a disperarsi.
La maestra con i lucciconi, mammapaguro pure, io incredula nel vedere si tanto attaccamento alla scuola ( lo so che è l'asilo, ma fatemi sognare, almeno per ora...).
La nana di mammapaguro, nanacaterpillar, impassibile ed emotivamente stabile, voleva andarsene e in fretta pure.
Riusciamo ad estirpare il nano con la promessa di patatine fritte.
Evvai!!! Pranzo ogm free (nel senso che per una volta lasciamo via libera agli ogm), schifezze no limits al centro commerciale.
E  il pranzo ci riesce bene. Vero che alla fine, mentre prendevamo il caffè con un 'amica, molto velatamente ci siamo sentite accusare di essere madri degeneri. Solo perchè nanacaterpillar raccoglieva bustine usate di zucchero da terra e le ciucciava, non vuol dire che TU signora del tavolino vicino devi fare "la signorina Rottermaier", dice mammapaguro. E io le do ragione.
Intanto si sente puzza di fumo. "Ma che è? la senti?" " si pure io la sento..."
"no, ho capito , stanno cuocendo tipo roba con la provola affumicata..". Questa volta mammapaguro da ragione a me (ci diamo molta ragione a vicenda) .
"ma che è stò suono assordante?" "gurda...dice allarme antincendio" "avranno dato fuoco ad un cestino" "infatti" .
"scusate mamme con 4 figli? ma dicono che c'è un incendio nei garage, voi scendete?..." 
"no, è un cestino tranquilla!!"
E andiamo con 2 nani, una gnoma e un adolescente verso la macchina. In effetti giù si vede un funo intenso, però l'odore non è quello del bruciato chimico. Si sente odore di sterpaglia bruciata. Il nano ha paura. Lo tranquillizzo. Carichiamo tutti in macchina e via, convinte che non fosse nulla. Fuori l'inferno!!!
Oltre i campi intorno al centro commerciale, alla rotatoria e alle aiuole, la rampa di accesso ai garage era completamente incendiata. Circa 50 mt dalle macchine. Ma nessuno, dico nessuno, ci aveva fermate.
Ho paura a passare in mezzo al fumo denso, tergiverso e mi decido. Poco più in la passiamo non solo in mezzo al fumo, ma anche al fuoco e nessuno ferma o devia le macchine, nessuno!!
I nani urlavano, io e mammapaguro abbiamo perso 10 anni di vita, l'adolescente ha smaltito.
Superato l'inferno, i nani super eccitati. Reazione normale.
Nel caldo torrido e disumano del poemriggio romano, andiamo a vedere i quadri a scuola dell'adolescente.
Promosso con 6. Ma qui magari saltiamo ok?
Il bello che lui s'è pure risentito.
Nel tragitto per portarlo a casa, vedo uno appena investito che lo caricano a braccia su una macchina.
"ma che è oggi?" penso.
Lasciamo l'adolescente e ci dirigiamo verso l'agenzia, speranzose di nuove offerte.
Lungo la via, polizia, carabinieri, artificieri, giornalisti, traffico in tilt.
"ma che succede????"
Passiamo sotto un palazzo a 100 mt nemmeno da casa di mammapaguro, dove un povero ragazzo è appena saltato in aria perchè si era inguattato nello zaino una bomba a mano, trovata nell'appartamento che stava ristrutturando. Il padrone di casa aveva il simpatico hobby del collezionismo bellico della 2a Guerra Mondiale. Tutti gli ordigni rigorosamente ancora innescati. Per fortuna, questo incommensurabile demente, è stato arrestato seduta stante. Spero buttino la chiave. Tanta idiozia, tutta insieme, non può essere perdonata.
Arrivate davanti all'agenzia la tipa non c'era . I due nani erano accasciati e addormentati. La terza, gnomaballerina, sembra non risentire del caldo fotonico. Lei è zen.
Ci fermiamo a riprenderci con del cocomero, mentre i nani si liquefano nel sedile dietro.
Quando la tipa dell'agenzia riapre, con calma e per favore, ci annuncia : "ho l'offerta per voi!!!".
"fico tipa! dicci dai! abbiamo già l'assegno in mano e la vacanza che ci scappa addosso..."
"un albergo non tanto bello, ok. Ma si mangia bene! C'è il mini club! la piscina! la spiaggia privata!"
"va bene tipa! tu lo sai che saremo da sole con 4 figli, vero? la spiaggia è vicina tipa?"
" si vicina! dovete solo fare 350 mt, passare in un tunnel di fronte l'albergo, attraversare la strada, fare la pineta e siete arrivate!!!!"
" MA VAFFANCULO TIPA!!"




domenica 15 gennaio 2012

Questi ce danno nà pista a tutti...

"Mamma, vado a fare la cacca sul vasino...mi dai l'IPad?"
Il nano stamattina ha esordito così,mentre preparavo le colazioni e ancora ero mezza donna e mezzo letto.
Quindi l'assordante suono di sirena che ho sentito subito dopo nel mio cervello, mi ha impedito di proseguire la mattinata in modo spensierato, come dovrebbe invece essere una domenica mattina qualsiasi.
Il bello è stato che, sempre assordata dalla sirena, ho consegnato l'apparecchio al microuomo e lui se n'é andato a fare i suoi tecnobisognini.
Di sicuro non si è letto il New York Times o il Sole 24ore, ma si è limitato ad usare una delle sue App per colorare o per fare i suoni di animali.
Ok,una volta smessa la sirena, le domande sono state tante e sia io che il padre, ne siamo usciti palesemente colpevoli.
Eppure c'é qualcosa di incredibile nel vederlo gestire il tablet o qualsiasi altro strumento tuch, tanto da essere convinto che tutti i dispositivi digitali lo debbano essere, touchscreen intendo.
Sono indecisa se provare paura, invidia, orgoglio o colpevolezza.
Loro saranno avanti, avanti, avanti e non come le passate generazioni che una era più avanti dell'altra in modo evolutivo quasi naturale e soprattutto molto, ma molto recuperabile per la genrazione dietro. Insomma, bastava buona volontà, voglia e bisogno di aggiornarsi, qualche corso, avere l'amico "smanettone", l'obbligo di evolversi per stare al passo con le esigenze lavorative e bene o male riuscivi a stare dietro a tuo figlio. In futuro non sarà così penso.
Già l'adolescente ha problemi ad usare in modo fluido il T9, l'Ipad e ogni possibile software necessario semplicemente alla sopravvivenza multimediale.
Lui è un ragazzino analogico. È uno di quelli che deve vedere scritto Acc e Spegn per intenderci. Pare che la tecnologia non lo interessi come altri suoi coetanei.
Sarà perchè ha un background analogico?
Da piccolo aveva le videocassette e solo verso i 6 anni, abbiamo passato tutto su dvd.
La sua prima infanzia è stampata su carta forografica, perchè ancora avevamo il rullino e il suo primo cellulare lo ha avuto in regalo in prima media, solo perchè ha cominciato ad andare a scuola da solo.
Eppure ha solo 13 anni e solo 10 di differenza con il fratello.
Però e nà scheggia con i video giochi, ma se non si sveglia rischia di brutto...

giovedì 24 novembre 2011

indovina chi viene a cena?

Il nano cresce e comincia a fare grandi discorsi da piccolo uomo.
Dice la sua su tante questioni, interviene, chiede, afferma e fa battute.
Il problema è che ancora non si capisce molto, anzi, direi veramente poco.
Le parole sono giuste, la propietà di linguaggio anche e il vocabolario abbastanza vasto. E' la pronuncia che risulta ancora debole. Colpa del ciuccio dicono.
Sarà, ma quando gli dico: "togli il ciuccio e ripeti che non ho capito", lui lo leva, ripete, ed esce la stessa cosa di prima.
Sarà perchè maschio? Magari questo prima, ora bene o male sento gli altri che sono un pò tutti allo stesso livello.
No, il nano parla così perchè gli viene ancora in questo modo. All'asilo stanno facendo le letterine e in effetti adesso è orgoglioso di dire bene la M di mamma e mucca e la N di nonni.
Ma devo dire che a me piace ancora molto questo suo parlare così nanesco, tra un pò non lo farà più e mi dispiacerà, anche se forse finalmente riuscirò a fare un discorso come si deve con lui.
In quella che a noi sembra incertezza, lui invece trova molta chiarezza e pretende quindi che anche per noi sia così.
Infatti, quando gli viene chiesto di ripetere un intero discorso, spesso si scoccia e non lo fa di buon grado.
Come dire : "è un problema vostro se non capite. Io sono stato chiarissimo e anche con dovizia di particolari".
L'adolescente da piccolo parlava invece benissimo. Subito, presto, prima della norma.
Buona pronuncia, grandissima varietà di termini e soprattuto uso del termine in modo appropriato.
Dalla paura di rimanere senza parole, s'è organizzato presto.
E parla, parla, parla, da quando aveva un anno.
Il ciuccio lo ha portato anche lui, ma niente storie per toglierlo. Era solo una compagnia, un' ammazza tempo, qualcosa che riflettendoci bene, lo distoglieva dal poter parlare bene e così, senza indugio, da un giorno all'altro il ciuccio è stato tolto.
Devo andare da mia madre a riprendere un quaderno su cui abbiamo appuntato le prodezze lessicali dell'allora adolescente/nano.
Perchè se lui la parola specifica non la sapeva, ne dava da definizione. Per esempio, quella volta che voleva sapere il nome della caraffa : "quella cosa che serve per mettere l'acqua dentro e poi la metti a tavola e metti l'acqua nel bicchiere" (mai stato di poche parole...).
E siccome questo suo dare la definizione per sapere la parola era frequente, per noi era: il Bartezzaghi.
Il nano invece, più che un Bartezzaghi, lo definirei un: "unire i puntini dal n°1 al n° 72 e vedi che immagine esce", qualcosa di più facilitato insomma.
Però dal canto suo, ci sono comunque priorità e desideri da esprimere, anche a costo di inerpicarsi in una parabola lessicale senza precedenti.
E soprattutto ci sono persone care da invitare a cena.
"Vojio fae cena tutti, tutti, tutti 'nsieme! Mamma, Papà, Chittiano, Ttepano e Majia Bita. Vojio il ppollo e la minettra. Vojio 'ttasea. Mamma? Chaami Papà e dici che vojio Ttepano e Majia Bita? E Gljjiacopo Pettuzzzelli è cattivo pecchè mi ha dato un ghaffio a collo!"
Se mai leggeranno questo post e si riconosceranno, cari, sappiate che a presto vi arriverà un invito per cena a base di minestra e pollo, tutti, tutti, tutti 'nsieme!
(ma come il povero Petruzzelli sia finito in calce al discorso non l'ho capito bene. Forse era solo una comunicazione di servizio.)

mercoledì 2 novembre 2011

il ruvido che fa la differenza

Succede che la mattina si vada sempre di corsa.
Succede anche che mi ritrovi a fare uno scrub velocissimo al viso, tanto per tentare di riattivare la microcircolazione ed avere un colorito meno drammatico.
Succede che lo scub debba farlo con delle salviettine ruvide già pronte, perchè scrubbarsi nel modo giusto richiederebbe del tempo che non ho, specie la mattina presto.
Succede quindi, che mentre io stia tentando la rianimazione della mia epidermide, il marito arrivi di corsa con il nano che deve fare pipì e succede che subito dopo io lo pulisca con una salviettina umidificata.
Succede però, che la salvietta da scrub e la salvietta post pipì finiscano poggiate vicine e, ovviamente, succede che io finisca la pulizia del viso con la salvietta del nano spisciata.
Solo dopo più di un minuto ho realizzato che la salvietta era diventata morbida e dopo un decimo di secondo ho realizzato che non ce la farò mai a rimettermi da tutta questa stanchezza.
Il resto della mattinata è passato cercando di ricordare quali fossero i benefici dell'acido urico sulla pelle.
Vorrei comunque tranquillizzare chi mi ha incontrata durante la mattinata e per giunta magari anche baciata.
Mi sono lavata per bene, dopo.
P.S. Grazie a Monica che è diventata la mia decima lettrice!

mercoledì 19 ottobre 2011

Qui ci sono i pirati

L'adoelscente non ne azzecca più una.
Continua a portare a casa brutti voti e ogni volta lo spigolo ideale che trovo sul mio cammino ha le mie capocciate ideali, ma non meno dolorose delle vere.
A volte questo figlio mi sembra un essere gelatinoso, un misto tra una medusa e un budino.
La sensazione è quella di averlo nelle mani , ma  di non riuscire a tenerlo perchè scende da tutte le parti, cola, si disfa e tu non sai come fare per aiutarlo.
Ogni volta penso di aver capito qualcosa di importante, ma subito dopo ecco che il suo essere gelatinoso si manifesta, scivola via e tu non sai come riafferrarlo e allora te ne devi inventare un'altra...
Con questo non voglioo dire che sia un viscido bavoso, tutt'altro.
E' simpatico, accattivante e soprattutto vivo dentro.
Mi rendo conto che in confronto ad altri adolescenti è anomalo, ma di una anomala bellezza,  perchè nel caos contemporaneo riesce a rimanere affascinato da Zanna Bianca e da Giamburrasca, perchè sogna di diventare un veterinario o in alternativa uno della polizia scientifica e con  lui è divertente seguire un CSI semplicemente perchè convinto di avere un raro intuito investigativo.
E poi è spiritoso, cosa non da poco per un adolescente ed è già abbastanza "indignato" per come vanno le cose in questo paese, altro punto a suo favore.
Per il resto invece,  ha deciso di preservare il suo cervello e di metterlo sotto spirito in attesa di tempi migliori;  quali siano questi tempi ci risulta ancora difficile da capire.
Io intanto sono già nel panico più totale perchè entro gennaio qui si deve aver scelto la scuola superiore per fare una pre-iscrizione.  Non vincolante, ma quantomeno indicativa per gli organici e i posti disponibili.
Mi sono ritrovata a parlare con altri due colleghi anch'essi disperati, in aula professori. Insieme ci siamo chiesti perchè mai sia storia vecchia che i figli dei professori debbano andare male a scuola. Quasi un teorema.
Il nano invece sta passando il suo nuovo perido di fissazione. Era già cominciato questa estate ma adesso sta perdurando insistentemente. Lui è un pirata!
In particolar modo si sente molto Capitan Uncino e di conseguenza io ormai vengo chiamata Spugna.
Anzi Spugnaaaaaaaaaaaaaaaaa!
E Spugna costruisce cannocchiali con i rotoli di scottex finiti , li riveste pure di carta adesiva nera e ci stampa sopra un tatuaggio argentato con il teschio,  Spugna dipinge lo stemma pirata,  Spugna prepara il forziere del bucaniere e conia anche delle bellissime monete in Fimo color oro e argento.
Spugna sta veramente esaurita e dovrebbe prendere in seria considerazione l'idea di onorare il suo nome e cominciare a bere una volta per tutte come si deve...
Oggi ho anche tentato di distogliere le attenzioni dai pirati andandogli a comprare delle macchinette raffiguranti dei nuovi personaggi di un cartone che ama in seconda istanza, dopo quelli dei pirati.
Sono andata a prendere Elecamion e Scattina e ne sono uscita con le due macchinette nuove più l'uncino che finalmente ho trovato. Non ho resistito.
In effetti è stato contentissimo delle macchinette, ma alla fine Spugna lo ha accompagnato a letto con il suo nuovo uncino : " io con quetto ci pendo le cose, guadda, ho ppeso un coccodillo!", arpionando il cesto dei panni...

giovedì 6 ottobre 2011

ri-eccomi

Scusate l'assenza, voi 8 miei lettori fissi e il solito numero non stimato di lettori nascosti.
Vengo fuori da un periodo di adattamento ai nuovi orari e nuovi ritmi, che poi sono gli stessi di sempre, ma l'estate ha premuto forte sul tasto reset e ora per ripartire ci metto un bel pò.
La fase più dura e snervante è ancora l'inserimento alla materna del nano, che tiene testa a tutti e non molla la sua chiara e palese posizione, di assoluta riluttanza a questo ambiente nuovo.
Niente da fà... "io piangio pecchè vojo mamma" è il suo slogan.
Ed è uno slogan efficace dal punto di vista pubblicitario. Ha ottimi elementi di marketing. Agisce sulla psiche, soprattutto quella materna e paterna (più sui sensi di colpa direi), si ricorda facilmente ("il nano ancora piangio?" ci chiedono amici e parenti),  tocca tutte le fasce d'età (dall'insensibile fratello adolescente ai nonni che si liquefano nel sentirlo), è immediato, diretto, chiaro e soprattutto vende da morire il prodotto. Il nano si vende da solo così bene che sta ottenendo favori e attenzioni da chiunque. Una delle maestre è arrivata ad offrire caramelle come merce di scambio al posto delle lacrime. La bidella cerca di compiacerlo elencando ogni mattina le sue doti di bravo bambino che non piange e viaggiamo al ritmo di quasi una macchinetta al giorno per riconsolarlo dell'abbandono della mattina. Senza contare di come si sia comprato la mamma della sua amichetta, nonchè mia cara amica, mostrando lacrimoni striscianti sulle gote che miracolosamente passano quando lei gli promette di poter passare il pomeriggio insieme.
Devo spiegare come la cosa può aver influenzato il mio rendimento, dal punto di vista materno, emotivo, organizzativo e lavorativo?
Arrivo al lavoro stravolta, perchè per tutta la quasi ora di strada, rimugino su come il nano possa stare. Mi sento ovviamente in colpa perchè così si deve sentire una madre.
Mi sembra che l'ambiente sia troppo confusionario e poco personal nano-trainer ( una maestra=25 nani), il girdino è polveroso e troppo pieno di bimbi di troppe età diverse (ovviamente a loro piace da impazzire tutta quella confusione e polvere) e ho paura che il cibo non sia di buona qualità.
Certo è che mi faccio troppi problemi...giardino a parte, le maestre fanno il massimo e sono deliziose e il cibo forse non è così male.
Riesco a combinare veramente poco nel resto della giornata. Nemmeno torno dal lavoro che devo precipitarmi a riprenderlo, perchè quando vede arrivare i genitori altrui ricomincia a piangere disperato. Dopo vuole solo ritornare a casa. Non c'è parco e giochi che tengano. Lui vuole casa. Vuole i suoi giocattoli, vuole i suoi libri e vuole pizzicare la mia mano. A meno che non riesca ad ottenere la compagnia della sua amichetta e della mia amica sua mamma. A quel punto passa tutto. Va bene il parco, va bene casa nostra, ma specialmente va bene se riesce ad infilarsi in casa loro, anche e soprattutto senza me.
E le crisi di abbandono? Passate!
Zitti che stamattina non ha quasi pianto...rassegnazione o ragione? Alienazione o ammortamento? Elaborazione o somatizzazione?
Se si riempirà di eczemi e svilupperà forme varie di asme e allergie, forse si trattava di somatizzazione.
Se andrà tutto bene allora pure stavolta ce l'avremo fatta e il piccolo nano si sarà adattato ancora una volta alla vita e ai ritmi del mondo.
Se cercherà di uccidere il gatto, lo comunico alle maestre.

martedì 20 settembre 2011

re-re-re-inserimento

E per il terzo anno avevo sottovalutato la difficoltà dell'inserimento del nano in una struttura atta ad accogliere nani.
Il primo inserimento al  primo anno di nido , chissà perchè, l'avevo pensato una paseggiata credendo il nano capacissimo  di inserirsi in un ambiente nuovo, capace di sopportare il distacco da mamma e papà e capace di vivere insieme ad altri nani interagendo allegramente. Me lo vedevo li,  giocare pacificamente mentre mi salutava con la manina.
E invece un mese di pianti e tragedie, passato nel cortile del nido in attesa della telefonata , che puntuale giungeva dopo massimo 20 minuti : "signora, il nano sta piangendo disperatamente, lo venga a prendere..." e che ha lasciato nel pupo traumi da abbandono , ancor oggi non rimossi.
E quasi un mese di aspettativa per motivi familiari, poco gradita dalla scuola dove allora insegnavo.
Siccome poi il nido è stato un gran successo per il resto dell'anno, chissà cosa mi ha detto il cervello quando sono andata a fare serena e ottimista il secondo inserimento per il secondo anno di nido.
"Vado li, sto un pochino e poi mi allontano, tipo,  a fare un pò di spesa; dopo un paio di ore torno..."
Come se il primo anno non fosse mai esistito!
La mia faccia deve essere stata assai stupita e alquanto scossa quando mi sono ritrovata il nano piangente ed urlante aggrappato alle gambe , impedendomi di muovermi in assoluto, mentre tutti gli altri nanetti, compagni di primo anno, se ne stavano tranquillamente a giocare.
La mia disinvoltura non era stata gradita dal figliolo, il quale ha tenuto a sottolineare, che no, non sarebbe stato così facile liberarmi di lui dopo un'estate passata insieme, molto intimi e vicini.
Questa volta me la sono cavata con 2 settimane di inserimento , seduta sulla panchina del girdino, assediata da nanetti+nanogeloso.
Per fortuna avendo inziato con i primi di settembre ho dovuto prendere solo pochi giorni di aspettativa rispetto l'inizio del nuovo anno scolastico.
Adesso il grande salto. Per come sono ridotte le strutture e l'organizzazione delle scuole romane (nonchè lo spirito delle povere maestre), il salto poteva benissimo essere un mortale carpiato, con avvitamento, finale fantozzianamente di pancia e nel vuoto più assoluto. Pare invece che ci sia andata bene, almeno con la nostra maestra (una sola perchè siamo in attesa della seconda incaricata dal provveditorato). La struttura è decentemente sostenuta dalla volontà delle maestre e dei genitori e nell'insieme da una bella sensazione. E' una materna a metodo Montessori e a quanto sembra , il metodo viene seguito come si deve. Malgrado la carenza di molte cose. Sono rientrata nell'incubo dell'approvvigionamento continuo di carta igienica, rotoloni, sapone e risme di fogli A4, che con il passaggio dell'adolescente alle medie avevo già rimosso dalla memoria.
Per questa terza volta invece, mi sono avvicinata all'inserimento timorosa. Messa ormai una pietra sopra le limitate capacità dei miei figli di inserirsi in ambienti nuovi in modo disinvolto, ci sono andata pronta a passare altre settimane sugli scalini in attesa di essere richiamata.
Ho dovuto aggiungere giorni di aspettativa al mio inutile curriculum scolastico, devastato da anni di precariato , orari ridotti, maternità e permessi di ogni tipo e portando un pò di scompiglio nella  scuola dove lavoro, rendendo poco felice chi si occupa dell'orario e attirando altra attenzione sulla mia persona da parte del già sopracitato Preside (notare che mi viene sempre da scriverlo con la P maiuscola...).
E così è andata. Solo che la maestra in piena difficoltà da sovraffolamento nani e sottonumero maestre, mi ha chiesto di rimanere direttamente dentro. Il nano è stato due giorni piegato sulle mie gambe a piangere senza voler aprire gli occhi e totalmente schermato dal resto dei piccoli che ogni tanto venivano a vedere cosa stesse facendo il loro coetaneto apparentemente impegnato in una strana preghiera.
Durante il we abbiamo lavorato sulla psiche del nanetto, ripetendogli come un mantra cose del tipo: " lunedì andiamo ancora all'asiloooooo??? ci sono gli amichettiiiiiii!!!" ; " la mastra Sonia cosa suona? la campanellaaaaaaa!!" ; "l'asilo è beeeelllooooo! ci sono i giochiiiiiii, si dipingeeeee, si va in giardinooooo..." (il tutto immaginatevelo con un tono cantilenante e finto convincente).
Ma lui non si è scomposto minimante.
A tutti ripeteva tranquillo: "si , ma io piangio!".
Impassibile, convinto e deciso. Io piangio!
Siete tutti avvertiti , non pensate di cavarvela così a basso costo. Io piangio!
Non vi illudete, non vi rilassate. Io piangio!
Ve lo dico tranquillamente, adesso , in modo che voi vi possiate organizzare al meglio per la settimana entrante. Io piangio!
E così ieri ho richiamato scuola , ho allungato ancora il brodo dell'aspettativa, l'homo ha visto come fare per prendere qualche mattina e mi sono seduta rassegnata sugli scalini, in compagnia però di un'altra mamma di un altro irriducibile dell'inserimento. Ad aspettare e a stringere affettuose e consolatorie amicizie.
Ma poi ripensando a me e alla mia vita trascorsa, non posso fare a meno di ricordarmi piccola come il nano, mentre aspetto al recinto del giardino dell'asilo mia madre che viene a consolarmi. Io che le tengo la mano, che non voglio lasciarla andare , mentre tutti gli altri bambini giocano festanti.
E poi di nuovo il distacco e pianti a dirotto per l'ora sucessiva.
E il mio asilo era anche bellissimo, me lo ricordo bene. Pieno di giochi e di attività avvenieristiche  considerando l'epoca e considerando che questo asilo era in Belgio.
La maestra la mattina faceva accoglienza , suonandoci il piano con allegre canzoncine e la mia manualità penso sia venuta fuori dal gran numero di lavoretti che ci facevano fare.
C'era la buca della sabbia in-door (date le assurde temperature dell'inverno) e una stanza piena di giochi tra cui un bellissimo banchetto del mercato in scala bambino. Costruzioni giganti e strutture di legno che non ho mai più rivisto in nessuna scuola italiana.
Avevo una compagnetta di banco con un nome simile a Cristine Carton (così la chiamavo io) e mi piaceva un certo Stephanò. Ci davano un delizioso latte al cioccolato con la cannuccia e biscottini allo zenzero. Ma io comunque la mattina piangevo sempre. Anche se mamma cercava di rialzarmi la serotonina con dosi massicce di cioccolata Cotè d'Or lungo il tragitto.
Ricordo chiaramente che il camminare al buio della mattina non mi piaceva e addormentarmi con il sole ancora alto mi sconvolgeva. Quindi non ci sorprendiamo se ancora oggi ho i ritmi sfasati del sonno.
Un conto è viverci costantemente e un conto è essere imprintati in un certo modo nell'età evolutiva e poi riabituarsi ai ritmi e climi mediterranei.
Avevo sempre pensato che questi fossero i motivi del mio pianto per tre anni di asilo belga.
E invece adesso penso di essere stata semplicemente una bambina emotiva e di aver generato figli emotivi.
Si perchè anche l'adolescente all'inserimento della materna , 10 anni or sono, aveva pianto per mesi. Solo che l'avevo rimosso.

mercoledì 7 settembre 2011

Scene da Tram Tram quotidiano

Sono 13 anni che aggiusto macchinine e trenini, che metto cordicelle alla fine di un furgoncino per legarlo ad un altro furgoncino.
So tutto su come è fatta una Burago, quali sono i primi pezzi che si romperanno e come sistemarli.
Tra l'altro, in 13 anni, la produzione è passata dall'Italia alla Cina e adesso le Burago , oltre ad essere più care , si rompono subito. Specie le ruote anteriori. Ne abbiamo alcune dell'adolescente sane e di  ultime, rotte e sverniciate.
I trattori e i treni invece, continuano ad affascinare generazioni di maschi, attraversando spazio, tempo ed epoche.
Il nano gioca con un treno vecchio dell'adolescente e ne ha di nuovi suoi. Quello vecchio ultimamente se lo mette tutto lungo nel lettino prima di dormire e guai se non lo ritrova la mattina.
E  mi tocca aggiustare e rimediare ai segni del tempo  anche per questo trenino.
Ho un furgoncino dei carabinieri da ricostruire e vari "nino-nino " ( sarebbero le sirene ) da rincollare.
Quando l'adolescente era piccolo sapevo disegnare gru di ogni tipo , anche con relative zoommate su quelli che lui chiamava "ingranaggi".
Però non amava particolarmente le macchinette, lui le prendeva a calci. Per dire, non ha mai fatto quella cosa di far camminare la macchinetta su ogni bordo, profilo e muretto, imitandone il rumore e parlandoci sopra.
Questa è una cosa che mi ha sempre affascinato dei maschietti, fin da quando lo vedevo fare a mio cugino.
Al nano invece piace, come gli piace fare le file lunghissime di macchine oppure parcheggiarle tutte a spina di pesce sul tavolino prima di andare via.
In effetti è da rabbrividire, fa un pò "a letto con il nemico". Messe in ordine decrescente quasi equidistanti l'una dall'altra.
Però con una in mano è capace di passarci ore.
Il mio intervento è richiesto qualora si presenti uno dei seguenti casi:
si rompe un mezzo (oppure qualsiasi altro giocattolo);
un mezzo deve essere attaccato ad un altro tramite ganci esistenti ma anche e soprattutto non esistenti;
uno dei mezzi coinvolti nel gioco ( quindi legato con cordicelle) si rifiuta di stare alle regole del gioco catapultandosi spesso su un lato;
le ruote non girano bene o non girano per niente ( questa è una cosa capace di fargli partire una vena);
aprire sportelli , portabagagli e vani motore ( non vi dico cosa succede quando un mezzo ha solo stampata la sagoma dello sportello...),
quando deve caricare un mezzo sopra un altro ( tipo macchinetta dentro camion) e non coincidono le proporzioni;
cambio di batterie;
eventuali e varie.
In pratica io partecipo , mio malgrado , attivamente al gioco.
Negli altri giochi la mia presenza è meno richiesta, per fortuna.Le altre cose hanno meno intoppi tecnico/logisticistici.I cavalli, le mucche, il banco da lavoro e le costruzioni sono di facile gestione e decisamente più collaborative.
Non so se avere una madre con grande manualità abbia giovato o no i miei figli.
Vedendo l'adolescente forse direi di no.
Io davanti al giocattolo rotto o in difficoltà non resisto e non mi limito ad aggiustarlo mettendogli una "striscia di nastro collante monodirezionale" (Bazz lightear docet)  no, io lo ricostruisco e se riesco lo riporto ostinatamente a come era prima.
Di conseguenza l'adolescente è cresciuto convinto che a tutto si possa rimediare e che soprattutto sia io in grado di farlo, sempre. Il nano ultimamente, da quando ha capito di avere mamma MacGyver in casa , mi porta qualsiasi cosa rotta, anche in modo insignificante.
Altra conseguenza è che l'adolescente non ha mai provato a rimettere a posto un solo pezzo  di giocattolo o altro perchè tanto c'ero io.
Ma pure io però sono un pò cretina...
Il nano ha rotto un intero furgoncino e io ne ho raccolto tutti i pezzettini e adesso è li in una busta nell'attesa di essere rimesso su strada. me ne potevo fregà NO?
Sospetto che questo sia qualcosa di carmico...desideravo cucire vestitini per la Barbie e mettermi lo smalto sulle unghie con le mie figlie femmine. Zac , fulminata.
Tutta la vita a raccogliere mutande e calzini, a lavare panni intrisi di fango e a riparare comioncini. Il mio guru/osteopata , dice che in un'altra vita sono stata ripudiata e quindi devo rimediare in questa vita l'odio per gli uomini di allora.
Cioè , IO ripudiata e sempre IO che devo risolvere il problema di elaborazione? Questa cosa non mi è chiara.

mercoledì 31 agosto 2011

Back Home (tanto per ricordarmi che devo studiare inglese)

Il ritorno è stato lunghissimo!
Questa volta abbiamo battuto il record familiare. 26 ore!
Ci siamo fermati a dormire a Bologna. Ok, fin qui tutto previsto.
La mattina passeggiata per la città e qui già eravamo fuori programma.
Un buonissimo pezzo di pizza sotto i portici, un giro alla libreria "Giannino Stoppani", che da quando ha chiuso a Roma è nà tristezza,  caffè,  ricerca del parcheggio perso (ovviamente uno sotterraneo, perchè in macchina c'era sempre la micia) e via di nuovo verso l'autostrada con la prospettiva di essere per le 16,00 a casa.
Ma siccome la A1 è un'innata esibizionista,  abbiamo beccato la coda da 6 km.
Nell'altra carreggiata era di 10 km, quindi a noi è andata meglio.
Ci siamo rifiutati di passare il tempo in coda e così siamo usciti, per attraversare in modo alquanto tortuoso la campagna toscana e per scoprire che Arezzo distava (via statale), esattamente il tempo della coda.
Vabbè, meglio che stare fermi.
All'autogrill abbiamo poi fatto razzolare figli e gatta al guinzaglio (è veramente brava), attirando così le attenzioni di bambini, gattare e signorine con gridolino incorporato (iiihhhhhhh, che caaaariiiinaaaaa!!! una gattina al guinzaglioooooo!!!).
E lei li a raccogliere coccole come una star felina consumata.
Insomma, a casa non c'eravamo prima delle 22.00.
Niente surgelatori sbrinati questa volta. Li avevo comunque lasciati vuoti.
Il balcone però era in uno stato pietoso.
In effetti non annaffiare le piante per circa un mese può portare a delle conseguenze.
Oggi ci sono vasi vuoti e un sacco della spazzatura pieno.
Niente più basilico, erbe aromatiche , lavanda, edera, gelsomino e ortensia.
Ha resistito solo un photos e una patata americana cimata. Sarebbe da studiare le loro capacità di adattamento...
La lavatrice viaggia senza sosta da stanotte.
Il gattone Trilli è stato ripreso dalla pensione , devo dire con sua malcelata riluttanza nel seguirmi.
"Ormai",  mi ha miagolato , "sto bene qui. Sono coccolato , spazzolato e nutrito. Io a casa dalla micia pazza , dall'adolescente che mi occupa il divano e dal nano urlante non ci torno!"
Alla fine l'ho messo nel trasportino calandolo dentro. Per tutto il viaggio ha miagolato letteralmente urlando,  esprimendo tutta la sua contrarietà.
Sono ore che non lo vedo. Sarà andato a nascondersi in uno di quei suoi nascondigli di cui noi tutti ignoriamo l'ubicazione.


lunedì 29 agosto 2011

Il lardo e la valle

Amo il lardo di Arnad!
Lo amo sul pane scuro caldo, con miele e castagne.
Amo quel suo colore bianco rosato, il suo arrendersi al calore e l'aroma di ginepro e rosmarino.
Lo mangerei ogni giorno, non tanto, una fettina a pasto come rituale delizioso.
Quando mi avanza l'ultimo pezzettino lo metto nel minestrone. Del lardo di Arnaud non si butta niente.
Viene prodotto in valle, ad Arnad appunto, ma al contrario della fontina ( di cui anche potrei parlare a lungo), non viene esportato oltre Pont Saint Martin.
Io non so bene la differenza tra questo lardo e quello di Colonnata, sicuramente la lavorazione e il riposo, ma il gusto cambia sostanzialmente.
Prima era quello il mio lardo preferito.
Poi sul mio cammino ho incontrato nell'ordine: l'homo, la Valle d'Aosta e un tagliere di affettati tra cui si è fatto largo il lardo.
E per quello di Colonnata non c'è stata più partita.
Ieri finalmente sono riuscita a sbarcare alla Fetha dou Lar di Arnad.
In effetti se l'è combattuta con la festa del cioccolato della Tuille, ma alla fine, dopo una camminata di 3 ore e oltre, il lardo ha vinto.
Consultando i programmi delle due sagre, abbiamo visto che a quella del cioccolato erano più aperti e avanti perchè serivano,tra le altre cose, lardo e cioccolata insieme. Però la Tuille è un rinomato posto di vacanza molto fighetto, quindi ci stava tutto.
Ad Arnad invece non c'era spazio per questo genere di femminerie.
Il lardo è lardo e viene festeggiato nella sua essenza, assolutamente privo di strane contaminazioni al limite annaffiato di vino e accompagnato da tome varie, castagne e burro. Stop.
Comunque prima noi (NOI come coppia intendo, quel concetto che ormai è qualcosa più simile ad un ricordo pallido e sfumato) ad Arnad ci andavamo ad arrampicare e solo dopo, semmai, ci toccava il Lar.
Vabbè, nella vita ci sono cambiamenti e svolte...
Oggi come sempre, ho salutato questa terra con il solito gesto. L'ultimo che faccio prima di uscire dalla valle.
Ho comprato il lardo all'ultimo posto possibile per acquistarlo e non mi sono voltata a guardare lo skyline delle montagne, altrimenti sto male.
Domani saremo a Roma.





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Location:Via del Gomito,Bologna,Italia

venerdì 26 agosto 2011

Lo chalet assassino ( qualcosa degno di Stephen King)

E mi sembrava strano!
Per qualche giorno ho pensato di essere in vacanza.
Passeggiate, sentieri silenziosi, marmotta watching, taglieri di moccetta,lardo,miele e casatgne, l'adolescente piegato al volere della montagna e la famiglia finalmente runita senza stress da lavoro e città...
Poi un giorno di pioggierella e noi che guardiamo il vecchio chalet nel bosco con aria compassionevole, consapevoli che non possa bastare tagliare l'erba e fare progetti su come e quando finire l'appartamento sotto in sospeso da anni.
Mai guardare uno chalet di 30 anni con aria compassionevole, lui se ne approfitterà e sarà la fine.
Ti farà scontare anni e anni di trascuratezza e di uso indiscriminato, ti farà scontare il sovraccarico causato da cene con amici, sconterai tutte le volte che ti sei scordato di passare l'olio protettivo, di ispezionare le tubature e pulire le grondaie.
LUI ha resistito anni in stato di catalessi, dandoti la sensazione di essere autorigenerante e indelebile al tempo e alle intemperie, solo per questo momento.
Il momento in cui lo guarderai e dirai: "oggi mi dedico ad un pò di lavoretti, è tanto che non faccio niente per questa casa, che ne dici amore?"
Lo chalet sa benissimo che su tutte le altre mogli dell'homo non poteva fare affidamento. Ha capito subito invece che a me poteva sfruttarmi e spremermi come un limone.
Per troppo tempo nel silenzio della notte ho progettato come avrei potuto sistemare qui e rimettere a posto di la. Ha sentito il mio organo preposto al bricolage lavorare e ha annusato la mia manualità, nonchè la mia idiozia e ha goduto nel sentirmi rispondere: "ma certo amore...che sarà mai? Lo sai che mi piace fare queste cose. Per un giorno..."
Noi ci immaginavamo scene tipo film americano (sempre stì cazzo di film americani che ci hanno mutato la visione della vita e falsato le aspettative per sempre), lui che rimette su una staccionata, spennella qualche cosa e lei che sistema le aiuole.
In effetti un paio di mie aiuole ci sarebbero pure. Il problema è che quelli che hanno tagliato l'erba se ne sono fregati degli avvisi e hanno falciato via gran parte delle erbe aromatiche e raso al suolo il mio giardino alpino. Quindi in attesa di veder rispuntare qualche getto dal terreno, mi sono ingenuamente messa a risistemare il bagno che lo avevo sul gozzo da anni; l'homo invece ha gestito le pratiche: "titolare d'impresa edile per parere sullo stato dello chalet" e " vedo di chiudere quel nido di formiche".
Il bagno sembrava una morbida causa.
Tolgo stè stecche e la plastichina di rifinitura da intorno la vasca, smuffo, pulisco e ripasso il silicone bianco antimuffa per bene. Un paio di ore ed è fatta. Ovviamentemancoperuncavolo!
Togliendo e grattando ho scoperto che sotto la plastichetta protettiva c'era del bel legno e a quel punto invece di fuggire a gambe levate da tutto quello che ne poteva conseguire mi ci sono ficcata con tutte le scarpe, lanciandomi in una ristrutturazione in piena regola, con tanto di pannello decorativo/funzionale che sto ancora preparando, siamo così a circa 3 giorni di lavoro ancora non concluso.
A l'homo è andata peggio.
L'impresario (qui chiamano così il titolare di un impresa edile, ignari del fatto che i non valdostani ogni volta si chiedano in che ramo del mondo dello spettacolo esso possa collocarti), ha fatto un diagnosi impietosa, prevedendo crolli e catastrofi se non ci fossimo affidati a lui per la modica somma di circa 20.000 eurini, mentre l'ingegnere garbato e senza traccia di R ci ha fatto una diagnosi più soft (niente crolli per ora) ma interventi al più presto. Si è parlato di iniezioni di resina, anzi di "vesine" e di "intevventi sul muvo di contenimento che affonda nella tevva, facendo pvima dei cavotaggi". Il suo preventivo non ci è ancora pervenuto.
Ma il bello è venuto dopo, quando "provo a vedere SE PER CASO ESCE QUALCHE FORMICA, spruzzo qui un pò di insetticida..."
Il QUI sarebbe stata la nostra camera da letto, dove avevamo sentito cedere un pò il pavimento in un punto e uscire ogni volta 2/3 formiche, però belle grosse (a volte ce ne siamo anche riporate qualcuna a roma).
Lui spuzza, io lavoro nel bagno, l'adolescene in delirio da compiti e il nano schiaffato strategicamente su cartone.
Lui dice: "ne è uscita qualcuna, abbastanza direi...però nemmeno troppe. Si vede che non era un nido grande. Dopo ne spruzzo un altro pò..."
Io vado a lavare un pennello alla fontana giù, alzo gli occhi e vedo il lato della casa letteralemente nero e brulicante.
Migliaia di formiche impazzite che cercavano di fuggire, alcune cercavano di rientrare, altre con uova in groppa, molte morivano in in attimo, fuchi stupidi che essendo solo fecondatori non sapevano nemmeno perchè dovevano fuggire, operaie, sentinelle, guerriere, un mare di formiche grandi e nere allo sbando. Avevamo trovato l'ingresso del nido.
Una scena che aveva il sapore di un post guerra nucleare...
Uno strazio immenso e tristissimo soprattutto per l'homo che nel suo cammino di vita, ha abbracciato da tempo filosofie e approcci di totale pace e tolleranza.
Lui che quando viveva a Palermo condivideva il bagno con una zanzara.
Lui che dice di essere immune alle punture perchè non uccide mai nessun essere dotato di ali e pungiglione e che da anni studia l'organizzazione delle formiche e sogna di possedere un formicaio tutto suo.
Quando ci era sembrato possibile che il più fosse uscito,abbiamo espolrato quel "vuoto" sotto il pavimento.
La suocera anni fa aveva fatto ricoprire il pavimento originale di legno con un laminato simil legno.
Alzato quello non potete capire cosa c'era sotto, anzi cosa non c'era.
Non c'era più niente. Pavimento, travi, isolante, tutto ridotto in segatura.
Poi ci siamo informati leggendo un pò tutto quello che abbiamo trovato in rete.
Siamo risaliti alla razza, formica carpentiere.
Con le mandibole mangia il legno e poi lo risputa sotto forma di segatura e si costriuisce così il nido, distruggendo case, alberi, travi e palizzate.
Appena riesco allego delle foto.
Insomma, sono 3 giorni che lo chalet pretende di essere disinfestato.
Noi in pratica abbiamo mandato giù chili di insetticida, non abbiamo più una camera da letto, dormiamo accampati con il materasso a terra nell'altra unica stanza e abbiamo formiche scampate alla carneficina che si aggirano per casa disperse.
La prima notte l'homo ha dormito con una cucchiarella in mano e in automatico, durante uno strano dormiveglia, abbatteva formiche fregandosene ormai di qualsiasi filosofia zen di pacifica convivenza.
Io mi sono raggomitolata sul diavano ermeticamente chiusa nella trapunta, il nano durante la giornata andava in giro con il martello a schiacciare formiche e l'adolescente si è chiuso " nei miei appartamenti" con nintendo, fumetti e micia, lamentandosi di come " questa vecchia casa" dia solo problemi.
Per riempire la voragine abbiamo impigato altri 2 giorni e svariati chili di malta e autolivellante nonchè vari tubi di poliuretano espanso, materiale che io adoro.
Nel frattempo, siccome lo chalet non era pago della vendetta, sono stati messi in piedi altri 2 micro cantieri.
Palizzate e grondaie.
La prima cosa è in sospeso causa pioggia e la seconda pure sempre per lo stesso motivo.
È stato anche assoldato un operaio per aiuare l'homo nei compiti più pesanti e l'adoelscente si è divertito ad andare nel bosco a reperire i tronchi per le palizzate. Ovviamente sotto ricompensa.
Domani mattina presto l'operaio sarà qui per esaurire gli ultimi riti votivi in onore dello chalet, dove il sangue versato in suo onore sarà solo quello del nostro portafogli.
Con quello che ci sta costando ci venivano almeno 2 settimane di pensione completa per 4.
Speriamo solo che ora per qualche anno lo chalet sia sazio.
Sono sicura che almeno 2/3 mie care amiche, alla lettura di questo post, avranno un attacco di panico ;)))))












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domenica 14 agosto 2011

Freedom

Il ghiro è tornato in libertà. L'abbiamo liberato ieri notte. Volevamo riprendere l'avento, rifocillarlo per l'ultima volta e salutarlo per bene, invece l'ingrato appena abbiamo aperto la scatola ci ha guardato con gli occhi a bottoncino neri neri e lucidi, ha spiccato un salto e meglio di un free climbing si è aggrappato al muretto delle scalette ed è fuggito nel bosco.
Io sono rimasta con il mio pugno di noci sgusciate in mano e l'ho tirato tristemente verso il bosco come certi popoli fanno con la terra natia quando un parente la lascia per emigrare, l'homo con la videocamera ancora da sguainare.
Comunque, avendolo intravisto nella mezzaluce, giurerei che fosse un pò ingrassato e sicuramente con un bel pelo, che avrà avuto modo di risistemarsi in 4 giorni di cure protettive a nostre spese.
Oggi in melanconico scrutamento verso il bosco ho però intercettato uno scoiattolo bellissimo. Marrone scuro, con una coda strepitosa.
Allora dopo sono andata a vedere sotto l'albero dove l'avevo avvistato e ho scoperto essere un suo avanposto, da dove sicuramente ci controlla sgranocchaindo pigne verdi, vista la quantità di residui rosicchiati
Vista diretta sullo chalet, tanto per vedere quando sgrulliamo la tovaglia o buttiamo biscotti e pane.
E siccome ci avanzavano noci e nocciole, io e il nano ne abbiamo messo un mucchietto sotto l'albero.
Domani mattina andiamo a vedere se ha gradito.


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sabato 13 agosto 2011

1999

Chi sarà il 2000* lettore?
Fate attenzione...Il prossimo che si collega me lo faccia sapere...merita un post premio!
Grazzzzie

venerdì 12 agosto 2011

Crunch crunch crunch

E siccome ha passato brillantemente la notte, sgranocchiando fette biscottate, mela e mezzo fico secco, oggi sono andata a comprargli le noci. Un misto di noci, noci pecam e nocciole...
Gli ho cambiato scatola con una più grande e gli ho messo dei tovaglioli di carta che, a detta dei racconti di cui sopra, pare gradiscano molto ( ma anche i tortellini secchi, il latte e i biscotti ripieni mi si dice).
In giornata ho aperto la scatola per sbirciare e ho pensato fosse morto.
Al secondo colpetto si è risvegliato e mi ha guardato con un occhio ( quando si dice dormire come un ghiro!) e io mi sono sciolta di tenerezza...direi che sono sulla buona strada per rincoglionirmi dietro un ghiro di nemmeno 60 gr.
Anche perchè finalmente ora, il mio accumulare biscottini in modo compulsivo, sembra abbia preso un senso.
Erano per il letargo!
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lunedì 8 agosto 2011

Cavalieri, pirati e parmigiano.

Qui nella piccola casa nel bosco, la giornata passa tranquilla...ehm. Passa e basta diciamo.
La gattina, siccome cieca da un occhio, da la caccia all'ombra delle falene. Le falene ringraziano.
Il nano è sempre gasato, forse per via dell'altitutidine.
È orgogliosissimo delle sue nuove scarpette da trekking, vuole fare pipì solo "nell'ebba" e continua a credersi un pirata ( in questo caso inspiegabilmente in trasferta dai 7 mari alla montagna), brandendo qualsiasi cosa come fosse una " ppada".
Il problema è che quasi sempre ci rimette la piccola Luna.
Per tutto il giorno lei è oggetto di pericolose attenzioni e continue fissazioni.
Quindi la giornata va avanti con: "giù,metti giù la micia!" urlato un pò da tutti, (se lo dice anche da solo) e con miagolii allarmati.
Ovviamente questo gioco pericoloso è venuto fuori dalle ridotte dimensioni della casetta, perchè a Roma , dopo un periodo di fissazione, avevano preso ad ignorarsi.
Lei però lo cerca in continuazione, segno che in fin dei conti bambino chiama bambino e alla fine essere trasportata ovunque quasi appesa modello straccetto forse le piace.
Solo che ad un certo punto oggi non si sentivano più. Complici e sornioni, se ne stavano sotto il tavolo a mangiare parmigiano grattuggiato dalla busta. Il nano ne prendeva pizzicate e lei raccattava tutto il caduto.
L'adolescente è alle prese con un libro da leggere durante l'estate.
Adesso eviterei di tirare giù una polemica con le professoresse delle medie che testardamente continuano a dare i compiti per l'estate, costringendo le famiglie ad estenuanti tira e molla, farciti di minacce e ricatti, quindi evito con malcelata contrarietà.
Ma se compiti vogliono dare, potrebbero almeno considerare l'ipotesi di dare qualcosa di stimolante e meno noiso?
No.Il romanzo epico.
Secondo me in seconda media non ti fai prendere molto dall'Ivanhoe.
Come Dio vuole, comunque, lo sta leggendo.
E noi li a dirgli: " vedrai, adesso cominciano a duellare, vedrai ci sono i tornei tra cavalieri, quelli che ti piacciono tanto, li collezioni anche i cavalieri no? Parla di Re Giovanni e di Riccardo Cuor di Leone , quelli di Robin Wood!".
Ma Ivanhoe è momentaneamente ancora molto lento, diciamo che è un pò diesel e alla pagina 60 siamo ancora al prologo.
L'adolescente oggi, tanto per troncare sul nascere il mio ennesimo finto tono entusiastico riguardo la storia di questo cavaliere diseredato, ha detto:
" vabbe, comunque Ivanhoe è il ramake di Excalibur..."








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Location:Corso Saint-Martin-de-Corléans,Aosta,Italia

domenica 7 agosto 2011

Viaggio in salita

"io ho fame quando ci fermiamo?"
"vojio manineeeee!!!"
"Miao!"
"Mamma? Lo vedi nano che tra i calci al trasportino?"

"hai letto anche tu la situaz...?"
"Miao!"
"mammaaaa lui m'ha datto chiaffooooo!"
"Miao!"
"uffaaaa...mi fa male la testa perchè non so dove poggiare il cuscino"
"vojio vedee uinnipù"

"no, infatti , hai sentit..."
"Miao!"
"ma io non voglio vedere winnie pooh! È roba da piccoli. Uffa..."
"Miao!"

"si, mi piacerebbe andar..."
" io? Cosa? Devo leggere il libro?"
"vojio manineeee di papà"
"Miao!"
"noooo!!! Papa no ggguida!..mamma ggguida! Io vojio manine di papà!"
"non so proprio perchè leggere in macchina mi fa venire il mal d'auto e invece giocare con la nintendo no...."
"Miao!"
"ho letto l'ultimo libr..."
"mammaaaaa vojio il succo di meaaaa!"
"io ho sonno..uffa! Non riesco a dormire!"
"Miao!"
"che poi sarebbe bello se andassim..."
"guadda! guadda! I camoinneee! Guaddda! Il ticottero! Mamma! Guadda! Il ccelllo!""
"Miao!"
"quando ci fermiamo a dormire?"
"hai sentito? Oggi in parlament..."
"mammaaaa, ccciucccioooo, ccciuccccccioo!!"
"Miao!"
"mammaaaaa. Vojio acqua!"
"nanoooo! Smettila di dare calci al trasportino! Mammaaaa, lo vediiii?"
"infatti, dovremmo fare quell..."
"Miao!"
"bhè? Cosa c'e di strano? Ho solo detto che ho lasciato a casa tutti i compiti di geometria perchè ho perso il libro..."
"dov' è la mia ppada da piata? Vojio la ppada da piata!"
"ho fame! Quando ci fermiamo a mangiare e a dormire?"
"ti ricordi di quand..."
"Miao!"

La famiglia è ripartita.
Questa volta tutti insieme, verso le montagne, le uniche montagne che l'homo riesce a cosiderare Montagna con la M maiuscola, alla volta della minuscola casetta nel bosco.
La macchina carica in modo imbarazzante ,al seguito anche la nostra gattina Luna, ragazzini sempre svegli e rompiscatole al massimo possibile e noi che non riuscivamo nemmeno a scambiare due parole.
Avete presente quante ore ci vogliono per arrivare alle montagne lassù, lassù?
In quel piccolo territorio chiamato Valle d'Aosta?
Ecco , circa 8 se sei una coppia senza figli che si fa tutta una tirata, 10 se hai un solo bambino che si accoccola dietro e fai qualche sosta, 21 se hai un figlio adolescente, un nano di 3 anni e una gattina di 3 mesi, la quale si è comportata di gran lunga meglio di tutti noi.
Comunque siamo arrivati...