Scusate l'assenza, voi 8 miei lettori fissi e il solito numero non stimato di lettori nascosti.
Vengo fuori da un periodo di adattamento ai nuovi orari e nuovi ritmi, che poi sono gli stessi di sempre, ma l'estate ha premuto forte sul tasto reset e ora per ripartire ci metto un bel pò.
La fase più dura e snervante è ancora l'inserimento alla materna del nano, che tiene testa a tutti e non molla la sua chiara e palese posizione, di assoluta riluttanza a questo ambiente nuovo.
Niente da fà... "io piangio pecchè vojo mamma" è il suo slogan.
Ed è uno slogan efficace dal punto di vista pubblicitario. Ha ottimi elementi di marketing. Agisce sulla psiche, soprattutto quella materna e paterna (più sui sensi di colpa direi), si ricorda facilmente ("il nano ancora piangio?" ci chiedono amici e parenti), tocca tutte le fasce d'età (dall'insensibile fratello adolescente ai nonni che si liquefano nel sentirlo), è immediato, diretto, chiaro e soprattutto vende da morire il prodotto. Il nano si vende da solo così bene che sta ottenendo favori e attenzioni da chiunque. Una delle maestre è arrivata ad offrire caramelle come merce di scambio al posto delle lacrime. La bidella cerca di compiacerlo elencando ogni mattina le sue doti di bravo bambino che non piange e viaggiamo al ritmo di quasi una macchinetta al giorno per riconsolarlo dell'abbandono della mattina. Senza contare di come si sia comprato la mamma della sua amichetta, nonchè mia cara amica, mostrando lacrimoni striscianti sulle gote che miracolosamente passano quando lei gli promette di poter passare il pomeriggio insieme.
Devo spiegare come la cosa può aver influenzato il mio rendimento, dal punto di vista materno, emotivo, organizzativo e lavorativo?
Arrivo al lavoro stravolta, perchè per tutta la quasi ora di strada, rimugino su come il nano possa stare. Mi sento ovviamente in colpa perchè così si deve sentire una madre.
Mi sembra che l'ambiente sia troppo confusionario e poco personal nano-trainer ( una maestra=25 nani), il girdino è polveroso e troppo pieno di bimbi di troppe età diverse (ovviamente a loro piace da impazzire tutta quella confusione e polvere) e ho paura che il cibo non sia di buona qualità.
Certo è che mi faccio troppi problemi...giardino a parte, le maestre fanno il massimo e sono deliziose e il cibo forse non è così male.
Riesco a combinare veramente poco nel resto della giornata. Nemmeno torno dal lavoro che devo precipitarmi a riprenderlo, perchè quando vede arrivare i genitori altrui ricomincia a piangere disperato. Dopo vuole solo ritornare a casa. Non c'è parco e giochi che tengano. Lui vuole casa. Vuole i suoi giocattoli, vuole i suoi libri e vuole pizzicare la mia mano. A meno che non riesca ad ottenere la compagnia della sua amichetta e della mia amica sua mamma. A quel punto passa tutto. Va bene il parco, va bene casa nostra, ma specialmente va bene se riesce ad infilarsi in casa loro, anche e soprattutto senza me.
E le crisi di abbandono? Passate!
Zitti che stamattina non ha quasi pianto...rassegnazione o ragione? Alienazione o ammortamento? Elaborazione o somatizzazione?
Se si riempirà di eczemi e svilupperà forme varie di asme e allergie, forse si trattava di somatizzazione.
Se andrà tutto bene allora pure stavolta ce l'avremo fatta e il piccolo nano si sarà adattato ancora una volta alla vita e ai ritmi del mondo.
Se cercherà di uccidere il gatto, lo comunico alle maestre.
Visualizzazione post con etichetta aggiustare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aggiustare. Mostra tutti i post
giovedì 6 ottobre 2011
mercoledì 7 settembre 2011
Scene da Tram Tram quotidiano
Sono 13 anni che aggiusto macchinine e trenini, che metto cordicelle alla fine di un furgoncino per legarlo ad un altro furgoncino.
So tutto su come è fatta una Burago, quali sono i primi pezzi che si romperanno e come sistemarli.
Tra l'altro, in 13 anni, la produzione è passata dall'Italia alla Cina e adesso le Burago , oltre ad essere più care , si rompono subito. Specie le ruote anteriori. Ne abbiamo alcune dell'adolescente sane e di ultime, rotte e sverniciate.
I trattori e i treni invece, continuano ad affascinare generazioni di maschi, attraversando spazio, tempo ed epoche.
Il nano gioca con un treno vecchio dell'adolescente e ne ha di nuovi suoi. Quello vecchio ultimamente se lo mette tutto lungo nel lettino prima di dormire e guai se non lo ritrova la mattina.
E mi tocca aggiustare e rimediare ai segni del tempo anche per questo trenino.
Ho un furgoncino dei carabinieri da ricostruire e vari "nino-nino " ( sarebbero le sirene ) da rincollare.
Quando l'adolescente era piccolo sapevo disegnare gru di ogni tipo , anche con relative zoommate su quelli che lui chiamava "ingranaggi".
Però non amava particolarmente le macchinette, lui le prendeva a calci. Per dire, non ha mai fatto quella cosa di far camminare la macchinetta su ogni bordo, profilo e muretto, imitandone il rumore e parlandoci sopra.
Questa è una cosa che mi ha sempre affascinato dei maschietti, fin da quando lo vedevo fare a mio cugino.
Al nano invece piace, come gli piace fare le file lunghissime di macchine oppure parcheggiarle tutte a spina di pesce sul tavolino prima di andare via.
In effetti è da rabbrividire, fa un pò "a letto con il nemico". Messe in ordine decrescente quasi equidistanti l'una dall'altra.
Però con una in mano è capace di passarci ore.
Il mio intervento è richiesto qualora si presenti uno dei seguenti casi:
si rompe un mezzo (oppure qualsiasi altro giocattolo);
un mezzo deve essere attaccato ad un altro tramite ganci esistenti ma anche e soprattutto non esistenti;
uno dei mezzi coinvolti nel gioco ( quindi legato con cordicelle) si rifiuta di stare alle regole del gioco catapultandosi spesso su un lato;
le ruote non girano bene o non girano per niente ( questa è una cosa capace di fargli partire una vena);
aprire sportelli , portabagagli e vani motore ( non vi dico cosa succede quando un mezzo ha solo stampata la sagoma dello sportello...),
quando deve caricare un mezzo sopra un altro ( tipo macchinetta dentro camion) e non coincidono le proporzioni;
cambio di batterie;
eventuali e varie.
In pratica io partecipo , mio malgrado , attivamente al gioco.
Negli altri giochi la mia presenza è meno richiesta, per fortuna.Le altre cose hanno meno intoppi tecnico/logisticistici.I cavalli, le mucche, il banco da lavoro e le costruzioni sono di facile gestione e decisamente più collaborative.
Non so se avere una madre con grande manualità abbia giovato o no i miei figli.
Vedendo l'adolescente forse direi di no.
Io davanti al giocattolo rotto o in difficoltà non resisto e non mi limito ad aggiustarlo mettendogli una "striscia di nastro collante monodirezionale" (Bazz lightear docet) no, io lo ricostruisco e se riesco lo riporto ostinatamente a come era prima.
Di conseguenza l'adolescente è cresciuto convinto che a tutto si possa rimediare e che soprattutto sia io in grado di farlo, sempre. Il nano ultimamente, da quando ha capito di avere mamma MacGyver in casa , mi porta qualsiasi cosa rotta, anche in modo insignificante.
Altra conseguenza è che l'adolescente non ha mai provato a rimettere a posto un solo pezzo di giocattolo o altro perchè tanto c'ero io.
Ma pure io però sono un pò cretina...
Il nano ha rotto un intero furgoncino e io ne ho raccolto tutti i pezzettini e adesso è li in una busta nell'attesa di essere rimesso su strada. me ne potevo fregà NO?
Sospetto che questo sia qualcosa di carmico...desideravo cucire vestitini per la Barbie e mettermi lo smalto sulle unghie con le mie figlie femmine. Zac , fulminata.
Tutta la vita a raccogliere mutande e calzini, a lavare panni intrisi di fango e a riparare comioncini. Il mio guru/osteopata , dice che in un'altra vita sono stata ripudiata e quindi devo rimediare in questa vita l'odio per gli uomini di allora.
Cioè , IO ripudiata e sempre IO che devo risolvere il problema di elaborazione? Questa cosa non mi è chiara.
So tutto su come è fatta una Burago, quali sono i primi pezzi che si romperanno e come sistemarli.
Tra l'altro, in 13 anni, la produzione è passata dall'Italia alla Cina e adesso le Burago , oltre ad essere più care , si rompono subito. Specie le ruote anteriori. Ne abbiamo alcune dell'adolescente sane e di ultime, rotte e sverniciate.
I trattori e i treni invece, continuano ad affascinare generazioni di maschi, attraversando spazio, tempo ed epoche.
Il nano gioca con un treno vecchio dell'adolescente e ne ha di nuovi suoi. Quello vecchio ultimamente se lo mette tutto lungo nel lettino prima di dormire e guai se non lo ritrova la mattina.
E mi tocca aggiustare e rimediare ai segni del tempo anche per questo trenino.
Ho un furgoncino dei carabinieri da ricostruire e vari "nino-nino " ( sarebbero le sirene ) da rincollare.
Quando l'adolescente era piccolo sapevo disegnare gru di ogni tipo , anche con relative zoommate su quelli che lui chiamava "ingranaggi".
Però non amava particolarmente le macchinette, lui le prendeva a calci. Per dire, non ha mai fatto quella cosa di far camminare la macchinetta su ogni bordo, profilo e muretto, imitandone il rumore e parlandoci sopra.
Questa è una cosa che mi ha sempre affascinato dei maschietti, fin da quando lo vedevo fare a mio cugino.
Al nano invece piace, come gli piace fare le file lunghissime di macchine oppure parcheggiarle tutte a spina di pesce sul tavolino prima di andare via.
In effetti è da rabbrividire, fa un pò "a letto con il nemico". Messe in ordine decrescente quasi equidistanti l'una dall'altra.
Però con una in mano è capace di passarci ore.
Il mio intervento è richiesto qualora si presenti uno dei seguenti casi:
si rompe un mezzo (oppure qualsiasi altro giocattolo);
un mezzo deve essere attaccato ad un altro tramite ganci esistenti ma anche e soprattutto non esistenti;
uno dei mezzi coinvolti nel gioco ( quindi legato con cordicelle) si rifiuta di stare alle regole del gioco catapultandosi spesso su un lato;
le ruote non girano bene o non girano per niente ( questa è una cosa capace di fargli partire una vena);
aprire sportelli , portabagagli e vani motore ( non vi dico cosa succede quando un mezzo ha solo stampata la sagoma dello sportello...),
quando deve caricare un mezzo sopra un altro ( tipo macchinetta dentro camion) e non coincidono le proporzioni;
cambio di batterie;
eventuali e varie.
In pratica io partecipo , mio malgrado , attivamente al gioco.
Negli altri giochi la mia presenza è meno richiesta, per fortuna.Le altre cose hanno meno intoppi tecnico/logisticistici.I cavalli, le mucche, il banco da lavoro e le costruzioni sono di facile gestione e decisamente più collaborative.
Non so se avere una madre con grande manualità abbia giovato o no i miei figli.
Vedendo l'adolescente forse direi di no.
Io davanti al giocattolo rotto o in difficoltà non resisto e non mi limito ad aggiustarlo mettendogli una "striscia di nastro collante monodirezionale" (Bazz lightear docet) no, io lo ricostruisco e se riesco lo riporto ostinatamente a come era prima.
Di conseguenza l'adolescente è cresciuto convinto che a tutto si possa rimediare e che soprattutto sia io in grado di farlo, sempre. Il nano ultimamente, da quando ha capito di avere mamma MacGyver in casa , mi porta qualsiasi cosa rotta, anche in modo insignificante.
Altra conseguenza è che l'adolescente non ha mai provato a rimettere a posto un solo pezzo di giocattolo o altro perchè tanto c'ero io.
Ma pure io però sono un pò cretina...
Il nano ha rotto un intero furgoncino e io ne ho raccolto tutti i pezzettini e adesso è li in una busta nell'attesa di essere rimesso su strada. me ne potevo fregà NO?
Sospetto che questo sia qualcosa di carmico...desideravo cucire vestitini per la Barbie e mettermi lo smalto sulle unghie con le mie figlie femmine. Zac , fulminata.
Tutta la vita a raccogliere mutande e calzini, a lavare panni intrisi di fango e a riparare comioncini. Il mio guru/osteopata , dice che in un'altra vita sono stata ripudiata e quindi devo rimediare in questa vita l'odio per gli uomini di allora.
Cioè , IO ripudiata e sempre IO che devo risolvere il problema di elaborazione? Questa cosa non mi è chiara.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)