"Adolescente, ho appena fatto il bucato. Com'é che dopo una settimana noi 7 paia di mutande a testa e tu solo 2?????"
"Noooo, é che io me le lavo a mano...."
" Adolescente, non ne ho mai vista nemmeno una stesa...."
" Ahhhh! No, io le lavo è poi le metto bagnate"
" Ma quando??"
" Di notte, tu non puoi vedermi. Verso le 3,00 mi alzo, le lavo e poi le rimetto...si non chiedermi perché faccio queste cose strane. Ma le mutande le ho pulite..."
"??????????????????????????"
(Ovviamente qui mi é partito l'embolo e mi hanno sentito fino a quota 1.800 mt)
sabato 17 agosto 2013
martedì 13 agosto 2013
Appropriazioni indebite. Chelipossinofulminá!
" Prima o poi doveva ricapitare" ha detto l' homo quando siamo entrati in casetta devastata. A quanto pare tra gli usi e costumi di questa montagna, c' é anche quello di appropriarsi delle case disabitate durante l' inverno. Ovviamente non da parte dei montanari in genere, ma dei vagabondi montanari, di cui sinceramente ne ignoravo l'esistenza. Hanno rotto una finestra e voilá, hanno vissuto, non sappiamo bene quanto tempo, in casa nostra, usando il divano, i letti, le coperte e risparmiando, se dio vuole, il bagno e la cucina. Rubando peró il sapone per i piatti, la bistecchiera e i coltelli con il manico di legno. Hanno anche " asportato " un materasso, tutte le trapunte, asciugamani, accappatoi e maglioni. Hanno aperto una scatola contenente vestiti vecchi dell'homo: " sono ancora buonissimi!!" e li hanno lasciati li, senza toccarli nemmeno. Di questo l'homo quasi non si capacita...
Con l'occasione abbiamo buttato un pó di roba, risalente forse a minimo 30 anni fa, ma niente a che vedere con il vintage. Le case di vacanza non hanno mai niente di interessante dal punto di vista qualitativo. Spesso sono la succursale della cantina. Il posto dove porti la roba che non ti senti di buttare in città. Cosí spesso queste case sono un misto di stili, un trait d' union tra varie epoche. Spesso il risultato é tremendo. Sia chiaro. Per chi mi conosce sa che MAI accozzerei stili e roba a caso. So' troppo " estetica". Preferisco caricarmi di borse pur di non indossare il "caro maglione di quando ero adolescente" e per quanto riguarda lo stile di arredo, cerco di adeguarmi all'ambiente a alla tradizione. Infatti sbircio non poco dalle finestre delle case qui in valle. I cesti e cestini vanno alla grande. Poi vanno oggetti attaccati un pó ovunque, dalle giarle agli attrezzi agricoli dismessi, vecchi pezzi da sci, slittini e teschi di camosci ( ma quelli mi fanno schifo) , come pure l'immancabile corno di stambecco appeso da qualche parte. I mobili sono bellissimi. Un bel legno consumato fa la differenza rispetto ai mobili in "stile" in abete lucidato. Purtroppo. Di questi ancora se ne vedono tanti. Ne abbiamo anche noi. Poi pietra, pietra ovunque , grigia, tempestata di lapilli luccicanti. É la pietra " Losa" che devo ancora capí se Losa é una qualitá o un nome affibbiato qui. Ci fanno i pavimenti , i tetti, gli oggetti e i rivestimenti delle case. E anche se alla fine tutta questa losa conferisce alle case della valle un aspetto un pó grigio, avere una casa in pietra é veramente qualcosa di superbo. Intanto qui ho riempito tutto di cestini, ho comprato vecchi attrezzi valdostani ai mercatini che ho sparpagliato per casa, ho inchiodato alla parete i vecchi sci di legno di mio padre e le piccozze dello zio Giulio e messo tendine " leziose e inutili" alle finestre. Sto anche curando personalmente il progetto bagno. Da 2anni. Ma non abbiamo fretta...
Insomma, per tornare ai vagabondi , che li possa beccá un fulmine! Oltre all'ammazzata per ripulire casa, abbiamo dovuto ricomprare materassi, cuscini, asciugamani e altre 100 corsette del bazzo, con il risultato che stó giochetto ha messo a dura prova il budget delle vacanze.
Piú ci penso e piú mi sale la carogna!
Con l'occasione abbiamo buttato un pó di roba, risalente forse a minimo 30 anni fa, ma niente a che vedere con il vintage. Le case di vacanza non hanno mai niente di interessante dal punto di vista qualitativo. Spesso sono la succursale della cantina. Il posto dove porti la roba che non ti senti di buttare in città. Cosí spesso queste case sono un misto di stili, un trait d' union tra varie epoche. Spesso il risultato é tremendo. Sia chiaro. Per chi mi conosce sa che MAI accozzerei stili e roba a caso. So' troppo " estetica". Preferisco caricarmi di borse pur di non indossare il "caro maglione di quando ero adolescente" e per quanto riguarda lo stile di arredo, cerco di adeguarmi all'ambiente a alla tradizione. Infatti sbircio non poco dalle finestre delle case qui in valle. I cesti e cestini vanno alla grande. Poi vanno oggetti attaccati un pó ovunque, dalle giarle agli attrezzi agricoli dismessi, vecchi pezzi da sci, slittini e teschi di camosci ( ma quelli mi fanno schifo) , come pure l'immancabile corno di stambecco appeso da qualche parte. I mobili sono bellissimi. Un bel legno consumato fa la differenza rispetto ai mobili in "stile" in abete lucidato. Purtroppo. Di questi ancora se ne vedono tanti. Ne abbiamo anche noi. Poi pietra, pietra ovunque , grigia, tempestata di lapilli luccicanti. É la pietra " Losa" che devo ancora capí se Losa é una qualitá o un nome affibbiato qui. Ci fanno i pavimenti , i tetti, gli oggetti e i rivestimenti delle case. E anche se alla fine tutta questa losa conferisce alle case della valle un aspetto un pó grigio, avere una casa in pietra é veramente qualcosa di superbo. Intanto qui ho riempito tutto di cestini, ho comprato vecchi attrezzi valdostani ai mercatini che ho sparpagliato per casa, ho inchiodato alla parete i vecchi sci di legno di mio padre e le piccozze dello zio Giulio e messo tendine " leziose e inutili" alle finestre. Sto anche curando personalmente il progetto bagno. Da 2anni. Ma non abbiamo fretta...
Insomma, per tornare ai vagabondi , che li possa beccá un fulmine! Oltre all'ammazzata per ripulire casa, abbiamo dovuto ricomprare materassi, cuscini, asciugamani e altre 100 corsette del bazzo, con il risultato che stó giochetto ha messo a dura prova il budget delle vacanze.
Piú ci penso e piú mi sale la carogna!
sabato 10 agosto 2013
Genetliaco, sushi e valle
Su come, quando e cosa abbiamo trovato qui in casetta di montagna vi racconto poi. La connessione fa schifo , ci metto un tempo quasi biblico per scrivere un post, quindi ora ne scrivo uno breve, poi mi dilungherò su l'altro appena scendo ad Aosta e la connessione torna ad essere una cosa degna di essere chiamata internet e non "cricetochecorrenellarotella". In effetti nemmeno so se riuscirò a finire e postare questo e nemmeno correggerò eventuali errori. Impossibile rivedere e sistemare. Si rischia la perdita totale di quanto appena scritto...
Ieri l'adolescente ha compiuto 15 anni. Io ho compiuto 15 anni in più da quando è nato. Pensiero cretino ma sufficiente per farti prendere un colpo!
E per il suo compleanno " sfigato" perchè non aveva nessun amico, perchè gli tocca festeggiarlo qui, costretto a vivere in una baita, in mezzo alle montagne e non sul bordo di una piscina e soprattutto perchè , per un motivo inspiegabile, costretto anche a camminare in salita, per tutti questi motivi quindi, ha cominciato da giorni prima ad elencare una serie di richieste.
La prima di essere svegliato con le frittelle American style, i pancakes sommersi di sciroppo d'acero, di andare a mangiare sushi, di ricevere una cospicua somma di denaro, di fare una mega-grigliata la sera con tutti i nostri parenti valdostani, di poter arrostire toffolette sul fuoco, vedere fino a notte fonda gli episodi scaricati di "the big bang theory" e svariate altre cossette, come non rispondere personalmente al telefono per gli auguri, ma di farle smistare a me.
Quindi abbiamo consumato dell'ottimo sushi nelosto che a me sembrava il più lontano in assoluto dal concetto sushi. Qui dove il consumo di burro procapite è di circa 10 kg a testa all'anno e dove i formaggi stagionano indisturbati nelle grotte. In questa valle dove anche la panna ha una festa tutta sua e dove in questa stagione, fino all'autunno , le mucche combattono in tornei con un pubblico degno di una finale di coppa. In Valle d' Aosta, forse, l'unico pesce consumato tradizionalmente è la trota. Ma forse nemmeno troppo.
Prendere il sushi con le bacchette e immergerlo nella salsa, mentre dalla finestra del ristorante puoi ammirare le varie vette che circondano Aosta, devo dire che ha un gusto tutto speciale.
L' adolescente se n'è è altamente fregato del panorama, del contesto e del consumo di burro procapite e si è strafogato. Io ho ringraziato di non aver trovato fettine di fontina sotto il salmone. Al "sushi
concio" non ero ancora pronta.
Ieri l'adolescente ha compiuto 15 anni. Io ho compiuto 15 anni in più da quando è nato. Pensiero cretino ma sufficiente per farti prendere un colpo!
E per il suo compleanno " sfigato" perchè non aveva nessun amico, perchè gli tocca festeggiarlo qui, costretto a vivere in una baita, in mezzo alle montagne e non sul bordo di una piscina e soprattutto perchè , per un motivo inspiegabile, costretto anche a camminare in salita, per tutti questi motivi quindi, ha cominciato da giorni prima ad elencare una serie di richieste.
La prima di essere svegliato con le frittelle American style, i pancakes sommersi di sciroppo d'acero, di andare a mangiare sushi, di ricevere una cospicua somma di denaro, di fare una mega-grigliata la sera con tutti i nostri parenti valdostani, di poter arrostire toffolette sul fuoco, vedere fino a notte fonda gli episodi scaricati di "the big bang theory" e svariate altre cossette, come non rispondere personalmente al telefono per gli auguri, ma di farle smistare a me.
Quindi abbiamo consumato dell'ottimo sushi nelosto che a me sembrava il più lontano in assoluto dal concetto sushi. Qui dove il consumo di burro procapite è di circa 10 kg a testa all'anno e dove i formaggi stagionano indisturbati nelle grotte. In questa valle dove anche la panna ha una festa tutta sua e dove in questa stagione, fino all'autunno , le mucche combattono in tornei con un pubblico degno di una finale di coppa. In Valle d' Aosta, forse, l'unico pesce consumato tradizionalmente è la trota. Ma forse nemmeno troppo.
Prendere il sushi con le bacchette e immergerlo nella salsa, mentre dalla finestra del ristorante puoi ammirare le varie vette che circondano Aosta, devo dire che ha un gusto tutto speciale.
L' adolescente se n'è è altamente fregato del panorama, del contesto e del consumo di burro procapite e si è strafogato. Io ho ringraziato di non aver trovato fettine di fontina sotto il salmone. Al "sushi
concio" non ero ancora pronta.
martedì 6 agosto 2013
La minestra sul tetto che scotta
Ore 9.00. Sul fornello già sta cuocendo riso e lenticchie. Anche se la stagione è più da pomodori e tonno, a l'homino, a me e all'adolescente piace molto ( all'homo meno perchè è repellente alle minestre). Solitamente non sono così solerte nel preparare il pranzo, non sono di quelle ( che riscuotono da parte mia ammirazione e invidia) che la mattina al lavoro: " ho già preparato il sugo..."
Però vista la combinazione di caldo fotonico+minestra gennaio style, la preparazione mattutina si rende necessaria. Anche perchè in questa stagione la minestra va servita fredda, si, proprio come la vendetta...
Quindi una volta cotta la travaso in una bella insalatiera capiente e la metto li a freddare con tutta calma. Dopo quasi 2h era ancora tiepidina!! Ma verso ora di pranzo era perfetta, di temperatura e di consistenza. Un filo di olio, una spolverata di parmigiano e già pregustavamo il nostro pranzo.
Essendosi svegliato in giusto orario di pranzo, l'adolescente si presenta in cucina.
Veniva in quel momento informato dalla medesima sulla composizione del pranzo, facendo ingenuamente anche richiesta di aiuto per l'mpiattamento e nella organizzazione della tavola, non lesinando particolari sulla preparazione e sui tempi di raffreddamento, indicando anche la sola necessità di un filo d' olio e poco parmigiano.
L' adolescente rispondeva con un laconico e quanto assente "ok" che doveva farmi capire la sua non totale presenza mentale, ma io , in totale senità mi dirigevo al bagno per tornare solo dopo pochi minuti.
Tavola apparecchiata. Ok.
Minestra nei piatti. Ok.
Calda?????????
" l'ho passata un pò nel microonde...era fredda!"
Però vista la combinazione di caldo fotonico+minestra gennaio style, la preparazione mattutina si rende necessaria. Anche perchè in questa stagione la minestra va servita fredda, si, proprio come la vendetta...
Quindi una volta cotta la travaso in una bella insalatiera capiente e la metto li a freddare con tutta calma. Dopo quasi 2h era ancora tiepidina!! Ma verso ora di pranzo era perfetta, di temperatura e di consistenza. Un filo di olio, una spolverata di parmigiano e già pregustavamo il nostro pranzo.
Essendosi svegliato in giusto orario di pranzo, l'adolescente si presenta in cucina.
Veniva in quel momento informato dalla medesima sulla composizione del pranzo, facendo ingenuamente anche richiesta di aiuto per l'mpiattamento e nella organizzazione della tavola, non lesinando particolari sulla preparazione e sui tempi di raffreddamento, indicando anche la sola necessità di un filo d' olio e poco parmigiano.
L' adolescente rispondeva con un laconico e quanto assente "ok" che doveva farmi capire la sua non totale presenza mentale, ma io , in totale senità mi dirigevo al bagno per tornare solo dopo pochi minuti.
Tavola apparecchiata. Ok.
Minestra nei piatti. Ok.
Calda?????????
" l'ho passata un pò nel microonde...era fredda!"
domenica 4 agosto 2013
Tu chiamale se vuoi, emozioni.
Io, l' homo e l'homino, siamo sbarcati in un noto parco tematico, pieno di giostre, montagne russe con vari gradi di brivido, migliaia di metri cubi d'acqua pronti per " fracicarti", bambini urlanti con genitori al seguito che si dividevano tra: rassegnati e gasati. L' homo non so dire bene che faccia avesse, io invece ero nella categoria dei gasati...
Il problema é che io sono cresciuta in Belgio, dove i parchi a tema esistevano giá 40 anni fa, mentre noi stavamo ancora con roba livello fiere di paese, " calcinculo", macchinine a scontro e Tagatá ( che resta quest' ultimo,comunque, un mito!).
Le montagne russe, le prime della mia vita, le avró provate intorno ai 4 anni, vicino al mio babbo, contentissimo di portarmi li sopra e lontano da mia madre, contrariata perché mio padre mi stava portando proprio li sopra. Ahó, io mi sono imprintata a quel livello di eccitazione e forse é proprio quello il problema. Se una a 4 anni, decide che quel brivido é il suo brivido, poche cose dopo saranno sufficienti per continuare a vivere in uno standart diciamo, normale. Le montagne russe, poi, io le ho cercate per il resto della mia vita e devo dire che mi é riuscito pure piuttosto bene. L'emozione e l'incertezza della salita, l'attesa emozionante, la discesa da urlo, tra paura e gioia, carica di liberazione, il giretto defaticante, allegro e spensierato, l'arrivo con frenata brusca. Cazzo é finita...
Poi ci sono alcune varianti. Quella dove si paga il biglietto ogni volta e quindi al massimo te ne poi rifá un altro di giro e quella del parco a tema, dove paghi un botto all'ingresso ( e potrei parlare un'ora di prezzi pagati in anticipo nella vita), ma dove se vuoi, ti puoi sfinire di salite e discese, basta che rifai la fila...o trafila, a seconda dei casi e delle metafore che volte trovare anche voi con la vostra avventura di vita.
Vabbé ,smetto di divagare con parallelismi spiccioli tra vita e giostre, anzi attrazioni, come vengono chiamate oggi, altrimenti la mia amica Psic si diverte troppo.
La cosa strafiga di ieri invece é stata che l'homino si é rivelato un impavido che nemmeno x ci immaginavamo e devo dire che mi sono sentita ripagata da anni e anni di attesa e frustrazione con l'
adolescente, il quale se n' é strafregato dei parchi a tema e delle " attrazioni", ha bocciato qualsiasi mio lancio entusiastico sotto giostre che dicevano solo: "salimi! salimi!" con un fermi e tranquilli " no, vai da sola!". Tanto per farvi capire...per lui il ponte tibetano le parco giochi, quello che collega di solito una triste torre ad un triste scivolo, ecco, quello era un pericolo vero, da affrontare con urli e pianti oppure da ignorare totalmente ( ovviamente le volte in cui lo affrontava era solo perché io gli rompevo i maroni fino allo sfinimento). Salvo poi, il giorno del suo decimo compleanno, lasciarci senza parole perché ha completato un percorso avventura devo dire , di tutto rispetto. Con ponte tibetano vero, carrucole e passaggi complicatissimi. Tutto a oltre 5/6mt da terra...episodio mai piú ripetuto. Fatto, finito, archiviato.
L'homino ieri si é sparato quasi tutte le attrazioni, eccitato , spaventato, divertito e assolutamente senza smettere di parlare un istante.
Noi pure. Il papá ne avrebbe evitate almeno la metá. Il figlio lo ha costretto. Ne é venuta fuori una serata meravigliosa. Tra l' altro, se mai vi venga voglia di provare tale esperienza, vi consiglio sempre il biglietto serale. Lo abbiamo anche in altri parchi. Costa la metá , non fa caldo e dalle 17.00 alle 23.00( ma alcuni anche alle 24.00) c' é tutto il tempo per fare le attrazioni a volte anche senza un briciolo di fila. Portatevi un cambio.
Il problema é che io sono cresciuta in Belgio, dove i parchi a tema esistevano giá 40 anni fa, mentre noi stavamo ancora con roba livello fiere di paese, " calcinculo", macchinine a scontro e Tagatá ( che resta quest' ultimo,comunque, un mito!).
Le montagne russe, le prime della mia vita, le avró provate intorno ai 4 anni, vicino al mio babbo, contentissimo di portarmi li sopra e lontano da mia madre, contrariata perché mio padre mi stava portando proprio li sopra. Ahó, io mi sono imprintata a quel livello di eccitazione e forse é proprio quello il problema. Se una a 4 anni, decide che quel brivido é il suo brivido, poche cose dopo saranno sufficienti per continuare a vivere in uno standart diciamo, normale. Le montagne russe, poi, io le ho cercate per il resto della mia vita e devo dire che mi é riuscito pure piuttosto bene. L'emozione e l'incertezza della salita, l'attesa emozionante, la discesa da urlo, tra paura e gioia, carica di liberazione, il giretto defaticante, allegro e spensierato, l'arrivo con frenata brusca. Cazzo é finita...
Poi ci sono alcune varianti. Quella dove si paga il biglietto ogni volta e quindi al massimo te ne poi rifá un altro di giro e quella del parco a tema, dove paghi un botto all'ingresso ( e potrei parlare un'ora di prezzi pagati in anticipo nella vita), ma dove se vuoi, ti puoi sfinire di salite e discese, basta che rifai la fila...o trafila, a seconda dei casi e delle metafore che volte trovare anche voi con la vostra avventura di vita.
Vabbé ,smetto di divagare con parallelismi spiccioli tra vita e giostre, anzi attrazioni, come vengono chiamate oggi, altrimenti la mia amica Psic si diverte troppo.
La cosa strafiga di ieri invece é stata che l'homino si é rivelato un impavido che nemmeno x ci immaginavamo e devo dire che mi sono sentita ripagata da anni e anni di attesa e frustrazione con l'
adolescente, il quale se n' é strafregato dei parchi a tema e delle " attrazioni", ha bocciato qualsiasi mio lancio entusiastico sotto giostre che dicevano solo: "salimi! salimi!" con un fermi e tranquilli " no, vai da sola!". Tanto per farvi capire...per lui il ponte tibetano le parco giochi, quello che collega di solito una triste torre ad un triste scivolo, ecco, quello era un pericolo vero, da affrontare con urli e pianti oppure da ignorare totalmente ( ovviamente le volte in cui lo affrontava era solo perché io gli rompevo i maroni fino allo sfinimento). Salvo poi, il giorno del suo decimo compleanno, lasciarci senza parole perché ha completato un percorso avventura devo dire , di tutto rispetto. Con ponte tibetano vero, carrucole e passaggi complicatissimi. Tutto a oltre 5/6mt da terra...episodio mai piú ripetuto. Fatto, finito, archiviato.
L'homino ieri si é sparato quasi tutte le attrazioni, eccitato , spaventato, divertito e assolutamente senza smettere di parlare un istante.
Noi pure. Il papá ne avrebbe evitate almeno la metá. Il figlio lo ha costretto. Ne é venuta fuori una serata meravigliosa. Tra l' altro, se mai vi venga voglia di provare tale esperienza, vi consiglio sempre il biglietto serale. Lo abbiamo anche in altri parchi. Costa la metá , non fa caldo e dalle 17.00 alle 23.00( ma alcuni anche alle 24.00) c' é tutto il tempo per fare le attrazioni a volte anche senza un briciolo di fila. Portatevi un cambio.
martedì 30 luglio 2013
Lo IUS Adolescentia
Se in questo periodo di silenzio alcune cose sono cambiate, altre invece ristagnano immobili in un continuum di identicitá. Il nano per esempio, non posso piú effigiarlo in tal modo essendo egli cresciuto non poco. In altezza (ma non in peso) , in evoluzione e abilitá varie, in linguaggio e ragionamento, tanto da meritarsi il titolo di "homino". Magari con il linguaggio dobbiamo ancora sistemare qualcosa peró... L'adolescente invece non posso ancora smettere di chiamarlo cosí. Primo perché ce sta ancora dentro de brutto, secondo perché come ancora appartenente alla fascia d'etá compresa tra i 12 e i 16 , gli spetta di diritto.
Ancora risponde acido e in netta contraddizione, di default , a prescindere dall' argomento e dalla propria posizione ( a volte nemmeno si accorge di essere d'accordo con la "controparte" , tra l'altro quasi sempre rappresentata da me o da un prof a caso). Si sente sempre, dico sempre, tirato in causa, chiara manifestazione dell' egocentrismo adolescenziale. Ma questo porta inevitabilmente a : 1- si impiccia di ogni cosa e vuole dire la sua su tutto. 2- si convince di essere al centro di una congiura architettata alle sue spalle a scelta tra: i suoi migliori amici, noi, i professori, i suoi non migliori amici, suo fratello, il condominio, eventuali conoscenti e passanti. 3 non afferra al volo l'argomento, si tira in ballo da solo, ( sostenendo di essere l' argomento della discussione) e con atteggiamento da coda di paglia comincia a dire: " che cosa c'é? che cosa vuoi?che cosa ho fatto?" , unito al movimento della mano tipico.
Ogni volta che gli viene fatta notare una cosa, guarda in alto con movimento rotatorio degli occhi, emettendo un mugolio che ha come unica lettera la M...mmmmmmmmh, che sfocia poi nell'invetabile " mmmmmmmammmamiaaaaaa".
Dorme in una cuccia. Ammucchia chili di vestiti sulla sedia. Puzza. Mangerebbe schifezze (ma in questo non è lasciato esprimersi). Vede serie americane buttato sul divano. Pratica sport con una voglia pari a quella che ha un condannato di andare verso il patibolo. Autonomia nello studio, questa sconosciuta.
Per il resto é adorabile. Per quello che avanza dopo che gli ormoni hanno fatto man bassa dei neuroni, ovvio.
Ancora risponde acido e in netta contraddizione, di default , a prescindere dall' argomento e dalla propria posizione ( a volte nemmeno si accorge di essere d'accordo con la "controparte" , tra l'altro quasi sempre rappresentata da me o da un prof a caso). Si sente sempre, dico sempre, tirato in causa, chiara manifestazione dell' egocentrismo adolescenziale. Ma questo porta inevitabilmente a : 1- si impiccia di ogni cosa e vuole dire la sua su tutto. 2- si convince di essere al centro di una congiura architettata alle sue spalle a scelta tra: i suoi migliori amici, noi, i professori, i suoi non migliori amici, suo fratello, il condominio, eventuali conoscenti e passanti. 3 non afferra al volo l'argomento, si tira in ballo da solo, ( sostenendo di essere l' argomento della discussione) e con atteggiamento da coda di paglia comincia a dire: " che cosa c'é? che cosa vuoi?che cosa ho fatto?" , unito al movimento della mano tipico.
Ogni volta che gli viene fatta notare una cosa, guarda in alto con movimento rotatorio degli occhi, emettendo un mugolio che ha come unica lettera la M...mmmmmmmmh, che sfocia poi nell'invetabile " mmmmmmmammmamiaaaaaa".
Dorme in una cuccia. Ammucchia chili di vestiti sulla sedia. Puzza. Mangerebbe schifezze (ma in questo non è lasciato esprimersi). Vede serie americane buttato sul divano. Pratica sport con una voglia pari a quella che ha un condannato di andare verso il patibolo. Autonomia nello studio, questa sconosciuta.
Per il resto é adorabile. Per quello che avanza dopo che gli ormoni hanno fatto man bassa dei neuroni, ovvio.
domenica 28 luglio 2013
Periodi...
Ci sono periodi belli, altri così così, alcuni positivi e altri creativi. Ci sono anche quelli stimolanti e altri tristi e inconcludenti. E poi ci sono i periodi di merda. Spero di esserne fuori. O quasi....
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